Giacomo Tranchida – ennesimo negativo scoop promo-turistico

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Le dichiarazioni del Sindaco Giacomo Tranchida sul maxi sequestro di ieri mattina.

“Da Favignana alla Louis Vuitton act 8 e 9 al Porto e Mura di Tramontana di Trapani, salendo ad Erice in Funivia” … dalle inquietanti notizie stampa odierne, apprendiamo che purtroppo piu’ non e’ solo un percorso turistico, plurale e infrastrutturato, che degnamente può garantire a turisti e visitatori nella nostra terra: paesaggi, scenari ed emozioni da mozza fiato, unici e irripetibili.

Spiace pertanto registrare l’ennesimo negativo scoop promo-turistico in danno di Erice, di Favignana, Trapani e nell’insieme della nostra provincia. Questo, a caldo, l’impressione che dai media colpiscono, su scala nazionale e non solo, i cittadini possibili turisti e visitatori.

 

Ne consegue l’ennesimo danno d’immagine territoriale e sociale, oltre che, a cascata, di ordine economico e non solo in capo ai nostri operatori ed al comparto tutto. Questo l’ennesimo danno prodotto dal corrotto sistema politico-imprenditoriale-mafioso, scoperchiato dall’ennesima brillante indagine condotta dagli Agenti della Polizia – Divisione Anticrimine della Questura di Trapani, diretta dal dr Giuseppe Linares, al quale, unitamente al Questore dr Carmine Esposito, ed al Comandante dr Pietro Calabrese del Nucleo GdF di Trapani, vanno i complimenti e la vicinanza ideale della città di Erice.

 

Vicinanza ideale e complimenti ai quali non possono non associarsi gli imprenditori onesti del nostro territorio, la stragrande maggioranza, dal settore turistico a quello dei lavori pubblici e non solo, atteso che il cartello di imprese e aziende riconducibili agli imprenditori Morici, padre Francesco e figlio Vincenzo, appaiono, come svelato dall’indagine, un tutt’uno vicini ad un sistema criminoso che condizionando le fasi di aggiudicazione di appalti, lavori e forniture, peraltro provocava una concorrenza sleale nel comparto, minando non solo la libertà d’impresa ma anche la capacita’ imprenditoriale, oliando con contestuali elargizioni e favori, politici, dipendenti pubblici e la famiglia mafiosa di Trapani, riconducibile al latitante Matteo Messina Denaro.

 

Ancora una volta aleggia e in maniera preoccupante, la non secondaria circostanza che gli elementi che hanno portato all’ingente sequestro di circa 30 milioni di euro, fra beni e società,

sono emersi dalle carte del processo per concorso esterno in associazione mafiosa a carico del recente rieletto e potente Senatore trapanese del PdL Antonio D’Ali, in corso davanti al GUP di Palermo.

 

Non poca preoccupazione desta il fatto che, fra i lavori oggetto di ‘possibili e futuri decadenze e cedimenti strutturali improvvisi’ vuoi per l’impiego di materiali scadenti e/o non nelle giuste quantità, dal ferro al cemento, ecc. figurano anche lavori realizzati dalle imprese riconducibili ai Morici, in Erice e appaltati:

A) dal Comune di Erice nel 2001 – rete fognante per € 9,3 milioni circa;

B) dal Comune di Erice nel 2005 – rete fognante per € 6,2 milioni circa;

C) dalla Provincia Regionale di Trapani nel 2005 – funivia per € 8,7 milioni circa.

In relazione a tanto, peraltro, attese le paventate e gravi criticità si ritiene improcrastinabile disporre suppletivi di accertamenti e verifiche tecniche e costruttive, oltre che per un debito di sicurezza in quanto possibile, ma anche per una probabile costituzione quale parte civile e in danno, non solo di immagine, nei confronti degli autori di tali eventuali atti e misfatti.

 

 

f.to. IL SINDACO Giacomo Tranchida

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