L'Acqua e' Vita, ma quando manca e' Mala Vita

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Stamani i Sindaci di Buseto Palizzolo, Custonaci, Paceco e Erice, insieme al Presidente del Consiglio comunale di Erice ed alcuni Consiglieri, indossando la fascia tricolore, si sono incontrati sulle scale del Tribunale di Trapani, non per protestare contro l’impunità della casta politica, così come alcuni rappresentanti del governo e delle istituzioni nazionali purtroppo ci hanno abituato ad assistere di questi tempi, ma per riconoscerƒe al Tribunale di Trapani, manifestandolo all’attenzione dei cittadini, il ruolo super partes di garanzia,  del soggetto istituzionale che sta tutelando le nostre comunità rispetto al mal Governo della Regione sul bene più prezioso che è l’acqua.

I fatti, raccontati dal Sindaco di Erice Giacomo Tranchida:

–      Da tempo il Governo della Regione ha condannato i cittadini di Erice, dei comuni dell’agro ericino e di Paceco ad essere dissalatori dipendenti e di conseguenza ad essere cittadini di serie “B”,  rispetto alle comunità della città di Trapani e di altri comuni della provincia ai quali la stessa Regione riconosce l’acqua dei pozzi bresciana, elevandoli dunque a cittadini di serie “A”. Aggiungiamo inoltre, che il dissalatore un giorno sì e un giorno sempre è guasto e che a causa di tale disservizio produce acqua inquinata, di colore giallastro, caricata anche dei residui di ruggine che si formano dentro le condutture comunali. L’erosione delle condutture e del conseguente grave danneggiamento delle condotte è causata anche dall’aggressività chimica dell’acqua. Fenomeno, che al pari interessa anche le condutture domestiche e gli elettrodomestici dei cittadini/utenti, provocando una doppia beffa, acqua non potabile e sporcizia di accumulo nei serbatoi delle condutture comunali e private. Tale problematica da tempo è stata denunciata e finanche la Regione ne aveva riconosciuto la condizione di calamità per la città di Erice, dimenticandosi il giorno dopo di stanziare i fondi per sostituire la rete idrica o come di recente per garantire anche agli ericini e ai cittadini tutti del territorio l’acqua potabile dei pozzi di Bresciana e non solo.

Rispetto a tanto abbiamo chiesto, per il tramite dell’avv. Vincenzo Maltese, al Tribunale di Trapani, che ha accolto le nostre rivendicazioni, di nominare un tecnico giudiziario al fine di accertare responsabilità e danni causati dal dissalatore, dalla sua cattiva gestione e dunque della Regione, proprietaria dell’impianto, soggetto gestore per il tramite di Siciliacque e soggetto erogatore per il tramite dell’EAS, sempre ente regionale.

Assieme ai colleghi Sindaci, a tutela dunque delle nostre comunità, stamani al pari abbiamo incontrato il Presidente del Tribunale dr De Simone, al quale simbolicamente abbiamo fatto vedere una bottiglia di acqua proveniente dal dissalatore di colore arancione,  per anticipare una class action dei comuni offesi, preanninciando che a lecito positivo degli accertamenti tecnico giudiziari disposti, inviteremo i cittadini per il tramite delle Associazioni dei consumatori e delle Organizzazioni economiche produttive ad inserirsi in tale class action, al fine di avere riconosciuti i danni subiti dalla irresponsabile amministrazione regionale.

Accanto a questo, ovviamente, sollecitiamo il sistema giustizia ad accelerare le indagini per l’individuazione delle responsabilità correlate alla mancata dotazione idrica dei pozzi di Bresciana, che come si ricorderà lasciò a secco le comunità ericine in occasione del fermo del dissalatore.

La giustizia dunque e per essa il Tribunale di Trapani è,  e dimostra di essere al servizio e tutela dei cittadini rispetto alle male fatte e/o all’incapacità della politica e dei governanti.

Esortiamo  i cittadini pertanto a tifare per la buona giustizia contro la mala politica.

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