Trapani: C'è chi aspetta il suolo pubblico e chi và in America

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America, meta dei sognatori, terra di speranza e di grandi occasioni. Chi di noi non ci andrebbe?

Il nostro sindaco Damiano, ha pensato bene di fare un viaggetto, prendersi una pausa e partire, forse dimenticandosi dei cittadini.

Ed ancora una volta scoppia lo scandalo, e con una comunicazione giunta alle redazioni  di tutta provincia il Consigliere Francesco Salone, sottolinea il grave problema che affligge i commercianti del centro storico in questo momento “il suolo pubblico”.

SALONE:

Premesso che per le concessioni di occupazione di suolo pubblico in alcune zone del centro storico in cui vige il transito veicolare fino ad un certo orario dopo il quale le stesse diventano zone pedonali occorre una ordinanza sindacale limitata al periodo estivo, e che la stessa ovviamente precede il conseguenziale rilascio di tale autorizzazione da parte del competente ufficio S.U.A.P.;

Premesso che le richieste degli esercenti rivestono particolare urgenza per la già avanzata stagione estiva e che le stesse giacciono da tempo in attesa della suddetta ordinanza sindacale;

Non si riesce a comprendere come tale ordinanza, già pronta per la firma del Sindaco, non sia stata dallo stesso debitamente firmata prima della sua partenza vacanziera per l’America, laddove ogni semplice cittadino prima di ogni sua assenza ottempera responsabilmente a quelle che sono le urgenze, proprio per non venir meno a quanto di dovere.

A lume di tutto ciò, non può che risaltare agli occhi di tutti il menefreghismo del primo cittadino nei confronti della città tutta e della succitata categoria in particolare.

Egli infatti ha ritenuto di assentarsi “sic et simpliciter” senza per altro lasciare precise disposizioni a tal proposito, bloccando il rilascio di queste tanto attese autorizzazioni ed impedendo a tutta la categoria interessata, la possibilità di fruire di un guadagno che rappresenta l’introito principale del loro lavoro stagionale.

Va da sé il consequenziale unanime giudizio su tale omissivo comportamento del Sindaco che avrebbe dovuto pensare che a metà giugno, se è un suo diritto andare in ferie, è altresì suo precipuo dovere non lasciare pendenze di tale gravità senza neanche riuscire a valutarne le gravi conseguenze, vuoi per leggerezza, vuoi per quel distacco da sempre da lui dimostrato per l’intera cittadinanza trapanese ed i suoi gravissimi problemi.

Considerato poi che tale ordinanza, preparata oltretutto con grave ritardo rispetto alla già avanzata stagione è stata dallo scrivente Consigliere più volte sollecitata presso gli uffici competenti, non si riesce a comprendere per quale recondito e perverso motivo, proprio oggi gli è stato risposto che la stessa deve essere firmata necessariamente dal Sindaco in persona e quindi al suo ritorno. 

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