In carcere per tentata estorsione aggravata dalla modalità mafiosa

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E’ stata emessa ieri un’Ordinanza di ripristino di Custodia Cautelare in Carcere emessa dal Tribunale di Palermo a carico di BOSCO Vincenzo,  operaio castellammarese del 1963.

Il BOSCO, è indagato per il reato di tentata estorsione aggravata dalla modalità mafiosa.

La misura restrittiva in parola ripristina la custodia cautelare in carcere cui lo stesso BOSCO era stato sottoposto in data 19 giugno 2012 quando, nel corso della Operazione CRIMISO era stato tratto in arresto unitamente ad altri 11 soggetti ritenuti appartenere alle famiglie mafiose di Alcamo, Castellammare del Golfo e Calatafimi.

L’indagine aveva consentito di ricostruire l’organigramma dei vertici di tale propaggine di Cosa Nostra trapanese oltre che una serie di condotte delittuose commesse dagli indagati, in particolare alcuni attentati incendiari ed alcune estorsioni ai danni di operatori economici di quei centri.

Il BOSCO, appunto, è indagato (verrà processato a breve con la formula del Rito abbreviato) per una tentata estorsione commessa in concorso con RUGERI Diego cl. 80 ai danni di alcuni ristoratori di Castellammare del Golfo nei confronti dei quali era stato anche fatto un atto intimidatorio.

Il BOSCO Vincenzo, su ricorso presentato dai suoi legali, era stato scarcerato lo scorso 16 ottobre con provvedimento del Tribunale del Riesame di Palermo che aveva accolto favorevolmente alcune memorie difensive.

Quest’ultimo provvedimento, impugnato dalla Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia (Pm. Dr. Carlo Marzella e Dr. P. Padova), veniva annullato dalla Suprema Corte di Cassazione che inviava al Tribunale per il Riesame di Palermo il quale decideva il ripristino della misura cautelare.

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