Trapani: 3 arresti nella notte. Da anni estorcevano soldi al presidente della Confindustria

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Nella mattinata odierna, personale della dipendente Sezione Criminalità Organizzata, coadiuvato operativamente da personale dei Commissariati di Alcamo e Castellammare del Golfo,  ha dato esecuzione all’O.C.C. in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Palermo,s u richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (PM D.ssa M.T. Principato Proc Agg.to e Dr. Carlo Marzella Sost. Proc) a carico di: ASARO Mariano, di Castellammare del Golfo del 1956, in atto detenuto presso il Carcere di Sulmona (AQ), MULÉ Gaspare, operaio di Castellammare del Golfo del 1966, Sorvegliato Speciale di P.S., PENNOLINO Fausto ristoratore di Castellammare del Golfo del 1962., Sorvegliato Speciale di P.S.

Asaro Mariano Mulè Gaspare Maurizio Pennolino Fausto

I tre sono accusati dei reati di estorsione e tentata estorsione aggravate dalla modalità mafiosa.

Per ASARO e MULÈ, condotte aggravate perché commesse durante la sottoposizione alla Misura di Prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S.

 

Le indagini, condotte da quest’Ufficio, traggono origine dalla denuncia resa lo scorso mese di agosto da Gregorio BONGIORNO, imprenditore di Castellammare del Golfo operante nel settore della raccolta dei rifiuti ed attuale Presidente della Confindustria di Trapani.

BONGIORNO, dopo aver subito per anni le richieste estorsive di diversi esponenti della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo, si è determinato a denunciare tre persone che a partire dal 2005 e sino a pochi giorni fa hanno preteso il periodico versamento di ingenti somme di denaro per soddisfare i bisogni dell’associazione mafiosa.

In particolare l’imprenditore ha raccontato che la sua azienda, la AGESP S.p.a. di Castellammare del Golfo, operante nel settore dei rifiuti, dal 2005 era stata oggetto di estorsioni da parte di appartenenti alla famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo.

Segnatamente nel dicembre del 2005 era stato costretto a versare 10.000 euro al sopra citato MULÈ Gaspare il quale gli si era presentato quale rappresentante di quella consorteria mafiosa.

Il MULÈ aveva intimato al BONGIORNO di versare le somme dovute alla “Famiglia” di Castellammare in quanto la madre dell’imprenditore, ANCONA Girolama, oggi deceduta, aveva mancato di pagare determinate quote estorsive.

Nel periodo di Pasqua del 2007, il BONGIORNO era stato avvicinato dall’odierno indagato PENNOLINO Fausto, titolare di un ristorante in  Castellammare del Golfo, il quale lo aveva accompagnato al cospetto del noto capomafia ASARO Mariano, oggi detenuto, il quale gli aveva richiesto il pagamento di ulteriori somme  di denaro, anche  in questo caso il BONGIORNO si era visto costretto a sottomettersi alla richiesta estorsiva versando 5000 euro agli indagati.

Negli anni immediatamente successivi, in corrispondenza con il periodo di  detenzione dei tre odierni indagati, il BONGIORNO non pativa ulteriori richieste estorsive.

Nei primi giorni di agosto del 2013 Gaspare MULÈ, scarcerato nel gennaio 2013 per fine pena, nonostante fosse sottoposto alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale con obbligo di soggiorno, si ripresentava nuovamente da Gregorio BONGIORNO, chiedendogli questa volta tutti gli “arretrati” delle tangenti non versate durante il periodo in cui i componenti della famiglia mafiosa di Castellammare erano stati detenuti, e quantificando l’ammontare della somma complessivamente dovuta dall’imprenditore in ben 60.000 euro, ovvero 10.000 euro all’anno, dalla Pasqua del 2007 all’agosto 2013.

Il BONGIORNO, nominato presidente di Confindustria Trapani lo scorso mese di maggio, decideva di non sottostare alle pressioni estorsive e di sporgere denuncia agli organi inquirenti.

Gli immediati accertamenti compiuti da quest’Ufficio fornivano i dovuti riscontri alle propalazioni del BONGIORNO consentendo l’emissione dei provvedimenti restrittivi di cui in premessa.

Giova precisare che le tre persone sottoposte ad indagini risultano tutte già condannate per il loro organico inserimento nell’associazione mafiosa cosa nostra, a seguito di sentenza emessa dal GUP presso il Tribunale di Palermo il 24 marzo 2009 (cd. Operazione Beton).

Dalla lettura di quella sentenza ormai irrevocabile emerge in particolare che  Mariano ASARO, odontotecnico castellammarese, impropriamente conosciuto come “il dentista”, già coinvolto nelle indagini sull’attentato al giudice Carlo PALERMO in cui furono uccise una giovane donna e due piccoli figli, già precedentemente condannato alla pena di anni 8 e mesi 4 di reclusione perché ritenuto uomo d’onore appartenente sin dal 1982 sia a cosa nostra siciliana sia a quella americana ,  ha poi rivestito per 10 anni (dal 1995 al 2005) il ruolo di reggente della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo.

All’esito di giudizio abbreviato ASARO veniva pertanto condannato alla pena di 15 anni di reclusione (confermata in Appello), per aver pianificato, concordato e organizzato, unitamente ad altri soggetti tra cui Francesco PACE, reggente del mandamento mafioso di Trapani, l’attività delittuosa della famiglia di Castellammare del Golfo.

Anche il ruolo di Gaspare Maurizio MULE’ e Fausto PENNOLINO emerge nitidamente dalla motivazione della sentenza di condanna del 2009: nell’arco di tempo compreso tra il 2005 e il 2008 essi si ponevano reiteratamente ed in modo duraturo, continuativo e stabile, a disposizione della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo e del suo reggente Mariano ASARO, partecipando attivamente alle fasi deliberative e organizzative di atti delittuosi finalizzati al perseguimento degli scopi dell’organizzazione criminale.

 

L’ASARO Mariano è stato raggiunto dalla misura restrittiva presso la Casa Circondariale di Sulmona ove si trova detenuto.

Il MULÈ ed il PENNOLINO sono stati associati alla Casa Circondariale Pagliarelli di Palermo a disposizione dell’A.G.



[1] ANCONA Girolama aveva già denunciato le estorsioni subite all’inizio degli anni 2000, fatti per cui è stato condannato il noto mafioso di Castellammare del Golfo SARACINO Mariano

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