Un plauso per l arresto di stamane da Confindustria e LiberoFuturo

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Confindustria Trapani e LiberoFuturo, che da tempo collaborano al fine di costituire un movimento antiracket in provincia ed in particolare un’associaziazione di imprenditori a Castellammare del Golfo, a partire da quei colleghi che hanno denunciato e si sono costituiti parte civile, plaudono alla rapida conclusione dell’operazione odierna.

Tale collaborazione si inserisce in un quadro più complessivo di collaborazione, ormai consolidata da anni, fra Confindustria Sicilia, FAI (federazione antiracket italiana), Liberofuturo e Addiopizzo.

I tre arresti di stamani concludono una brillante e fulminea operazione della Squadra mobile di Trapani che su denuncia del Presidente di Confindustria Trapani ha potuto individuare i tre estortori e definire tutti gli elementi di accusa.

Una vicenda esemplare che dimostra quanto sia efficace e rapida l’azione repressiva dello Stato quando un imprenditore denuncia i propri aguzzini disvelando anche fatti avvenuti negli anni scorsi e mettendo fine alle imposizioni mafiose.

Cosa nostra oggi sembra non sia più in grado di individuare le proprie vittime. Sarebbe bastato si informassero meglio ed avrebbero capito facilmente che oggi in Sicilia non è pensabile e prudente chiedere il pizzo ad un presidente di Confindustria che ha compiuto atti e fatto dichiarazioni inequivocabili e che proprio a Castellammare, insieme a LiberoFuturo, sta seguendo il percorso di quegli imprenditori che denunciando a loro volta e costituendosi parte civile si sono esposti in prima persona.

Proprio nei giorni scorsi, infatti, abbiamo organizzato insieme una cena di solidarietà al Ristorante Quetzal ed è già fissato un aperitivo di solidarietà e consumo critico presso la gastronomia Sapori di Sicilia per martedì 10.

Il nostro movimento antiracket insiame a Confindustria sta realizzando un movimento antiracket efficace e vero. Le nostre iniziative sono e saranno molto concrete e non di facciata. Cosa nostra ne dovrebbero prendere atto.

Rinnoviamo i nostri complimenti alla Polizia di stato e rilanciamo l’invito a tutti gli imprenditori estorti a seguire l’esempio di chi si è liberato del pizzo denunciando. Invitiamo altresì tutti i cittadini di Castellammare a solidarizzare con i loro concittadini che hanno dimostrato coraggio sostenendoli.

Anche a Castellammare si può fare! La parola d’ordine dovrebbe essere: DENUNCIA COLLETTIVA

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