Randagismo, il Comune di Erice mette in atto le misure di prevenzione

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La problematica comincia ad assumere dimensioni preoccupanti attesa la violazione agli obblighi di legge e delle ordinanze sindacali circa il corretto mantenimento degli animali di affezione, in primis dei cani, da parte di molti cittadini proprietari che si ostinano, sovente con la complicità di alcuni veterinari senza scrupoli, a non procedere alla sterilizzazione e microcippatura dei loro cani.

Tale contesto, ingenera l’accoppiamento non controllato con randagi ed a cascata aumenta esponenzialmente la presenza di randagi sul territorio che, in branchi, possono diventare pericolosi anche per la pubblica incolumità. A fronte di tanto, il Sindaco Tranchida ha riproposto al neo Prefetto l’esigenza di concertare misure d’intervento urgenti, quali la presenza dello speciale corpo forestale per l’accalappiamento anche con munizioni narcotizzanti dei randagi non docili per arrivare alla deroga per la realizzazione di canili nei territori comunali (impossibili nel Comune di Erice e su aree di proprietà comunali, attese le distanze minime dalle abitazioni di 500mt). Al riguardo un progetto su un fondo idoneo EAS in territorio Valdericino potrebbe rappresentare una valvola di sfogo per il comprensorio nelle more della realizzazione del canile consortile del Comune di Trapani, da anni beneficiario di un apposito finanziamento. Il Sindaco Tranchida ha anche allertato il Corpo Forestale segnalando la presenza di un branco di randagi che scorrazza fra il centro storico e la periferia di Raganzile con rifugi nell’area forestale di Martogna.

Di contro l’Ass Catalano ha investito il Questore della necessità dell’autorizzazione ai Comuni della licenza per le apposite armi narcotizzanti da assegnare al comando della Polizia municipale. Ed ancora, di stamani il sollecito del Sindaco all’amministratore Asp De Nicola per la disposizione in capo al servizio veterinario della sterilizzazione / microcippatura dei cani pastori a guardia degli ovili disseminati nel territorio dell’agro ericino, causa storica del randagismo. Non si esclude, in presenza d’inerzia operativa – collaborativa il ricorso ad ordinanze sindacali in capo agli Enti inadempienti e la contestuale segnalazione per l’omissione del servizio alle competenti AG da parte dei vertici dell’amministrazione ericina che, necessariamente deve tutelare e contemperare i “diritti” degli animali con quelli prioritari della sicurezza dei cittadini.

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