La Regione Sicilia prova ad istituire le bio banche

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E’ stato depositato ieri il nuovo DDL sull’ISTITUZIONE DELLE BIOBANCHE DI RICERCA IN REGIONE SICILIA
Daniela Virgilio: ho  avuto un cancro… da mesi lavoro su questo disegno di legge… questa tematica dopo la mia esperienza mi ricorda che ho una grande responsabilità.
In Italia, le biobanche terapeutiche per la raccolta di tessuti, sangue e cellule per uso terapeutico, cioè trapianto (ad esempio cellule staminali emopoietiche di sangue cordonale o midollo osseo, cornee) operano all’interno di un quadro normativo ed etico ben definito. Al contrario non ci sono specifiche disposizioni legislative per le biobanche di materiale umano per uso di ricerca. Infatti il contesto normativo riguardo l’uso dei campioni biologici e dei relativi dati è frammentato e ciò provoca una variabilità nella pratica del biobanking di ricerca tra le differenti aree della medicina e tra i vari assetti normativi regionali. Tale frammentazione normativa, in alcuni casi, non facilita la ricerca scientifica basata sull’uso di tale tipologia di campioni.
Nel sistema normativo italiano non esiste ancora una univoca definizione di “Biobanca”. NeL 2006 il “Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie e le Scienze della Vita” nel documento “Linee Guida per la Certificazione delle Biobanche” definisce le biobanche come “unità di servizio, senza scopo di lucro diretto, finalizzate alla raccolta e alla conservazione di materiale biologico umano utilizzato per diagnosi genetica, per studi sulla biodiversità e per ricerca“ e indica che “i campioni conservati siano collegabili ai dati anagrafici, genealogici e clinici relativi ai soggetti da cui deriva il materiale depositato”.
Pertanto ci tengo a precisare che:
rimanendo nell’ambito di tale definizione, l’obiettivo fondamentale che voglio realizzare
tramite il disegno di legge proposto è quello di definire, per il territorio siciliano, i requisiti delle Biobanche di ricerca adeguati a fornire campioni di materiale umano e i relativi dati clinici ai gruppi di ricerca scientifica regionali, nazionali e internazionali. In altre parole, fare in modo che la raccolta, la conservazione e la cessione dei campioni di materiale umano per uso ricerca siano realizzati secondo appropriati requisiti di qualità e presupposti etici.
Con l’applicazione di tale DDL, la possibilità di disporre di molti campioni, organizzati e catalogati, nella Biobanca di ricerca aiuterà la ricerca perchè ciascun campione potrà essere utilizzato in diversi progetti da più gruppi scientifici. Saranno i cittadini stessi che potranno facilitare la raccolta di tali campioni che altrimenti richiederebbe molti anni: sarà infatti sufficiente dare il consenso per destinare alla Biobanca parte del proprio materiale biologico proveniente da semplici prelievi del sangue, da raccolte di altri liquidi biologici, da biopsie o da interventi chirurgici. In questo modo il cittadino diventa parte attiva, agente promotore stesso, della ricerca scientifica.
Sottolineo ancora che:i campioni una volta processati e messi a disposizione possono poi essere utilizzati da differenti gruppi di ricerca scientifica avanzata sia regionali che nazionali e internazionali. In tal maniera la Sicilia offrirebbe campioni utili alla ricerca e in cambio riceverebbe informazioni riguardo, ad esempio, la predisposizione a tumori in territori già esposti a rischi ambientali (ad esempio Priolo o Gela) o l’incidenza di patologie genetiche rare non ancora sufficientemente studiate (ad esempio le patologie autoinfiammatorie). Di tutto ciò potrà avvantaggiarsi il cittadino siciliano che da un lato è
promotore e dall’altro fruitore di un servizio di ricerca di alta tecnologia.
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