L'integrazione culturale passa attraverso il cibo: un corso di cucina che mette a confronto la tradizione siciliana con quella dei popoli migranti

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Nasce con l’obiettivo di favorire l’interscambio culturale attraverso la cucina il progetto “Dimmi che mangi e saprò chi sei”, organizzato dalla Cooperativa Sociale “Badia Grande” in collaborazione con il Centro di cultura gastronomica Molino Excelsior di Valderice.

L’iniziativa, che coinvolge alcuni migranti ospiti dei centri di accoglienza di Bonagia e di Calatafimi, ha avuto inizio ieri pomeriggio presso la sede del centro a Valderice, con la prima lezione sulla cucina siciliana da parte dello Chef Francesco Pinello.

“Da molti anni ci occupiamo di immigrazione ed interveniamo per favorire l’integrazione ed il benessere sociale sia di chi giunge sul nostro territorio sia di chi vi è nato e si trova da ospitare persone di altre parti del mondo – afferma il Presidente della Cooperativa Badia Grande, Antonio Manca – Il migrante si trova in uno stato di perenne precarietà, in cui i propri usi e costumi vengono spesso a mancare e comunque devono essere modificati nell’impatto, non sempre facile, con un territorio nuovo e poco conosciuto.”

“In ogni paese il cibo è anche testimonianza dei cambiamenti di un popolo nel tempo e nello spazio, del susseguirsi e intrecciarsi di stili di vita e culture differenti – afferma la psicologa Alba Maria Fiorito – per questo riteniamo importante per il migrante conservare e valorizzare il proprio bagaglio gastronomico e conoscere quello del territorio che lo ospita”.

Il corso prevede un ciclo di 4 lezioni e una cena-saggio finale, è realizzato con il sostegno di figure educative e mediatori interculturali, e sarà anche un’opportunità per gli ospiti dei centri per acquisire nuove competenze e abilità nel mondo della gastronomia.

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