Basket: A tu per tu con Alessandro Tabbi

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Alessandro Tabbi, quando hai preso in mano per la prima volta un pallone da basket?

Avevo più o meno 4-5 anni. E’ stata anche la prima volta che sono entrato in un campo da basket. Da quel momento in poi ho cominciato a giocare e ad innamorarmi di questo sport.

Sebbene tu non sia proprio “piccolino” ricordiamoci che hai solo 19 anni. Come andavi a scuola?

Diciamo che andavo abbastanza bene. Cercavo di fare del mio meglio in tutte le materie ma avevo una predilezione per quelle scientifiche: matematica, fisica, chimica…

Hai mai sofferto del fatto di essere stato sempre il più alto tra i tuoi coetanei?

Ahimè, sì! A volte i bambini nella loro ingenuità sanno essere un po’ cattivi. Da piccolo il fatto di essere molto più alto degli altri mi dava un po’ di fastidio perché tutti venivano a chiedermi: ” quanto sei alto?”. Vi assicuro che non era piacevole. Col tempo però cominciai a farci l’ abitudine e adesso vedo la mia altezza come qualcosa in cui poter investire.

Come è nata la scelta di venire a Trapani?

E’ una scelta maturata quest’estate. Il d.s. Lima mi ha cercato e mi ha spiegato dettagliatamente i progetti di questa società nel breve e nel lungo termine. Ero molto allettato fin dall’inizio dall’idea di poter affrontare questa nuova esperienza e quando ho saputo che il coach sarebbe stato Lino Lardo, non ho avuto alcun dubbio nell’accettare l’offerta.

Cosa ti aspetti da questa esperienza?

Sicuramente sarà una tappa molto importante nel mio processo di sviluppo umano e professionale. Personalmente la prima cosa che voglio fare è riprendermi dal brutto infortunio che ho subito e  riacquisire fiducia nei miei mezzi. Il fatto, poi, di poter approfittare ed usufruire delle conoscenze e della preparazione di un allenatore come Lino Lardo, sono sicuro  che mi permetterà di fare un bel salto di qualità.

Domenica scorsa nel derby contro Capo d’Orlando hai realizzato il tuo primo canestro in maglia granata. Ti va di raccontarci l’emozione di quel momento?

Guarda, non vedevo l’ora che arrivasse il giorno del mio primo canestro. C’ero andato vicino più volte ma vuoi per l’emozione del momento, vuoi per un po’ di sfortuna, non ci ero mai riuscito. Finalmente mi sono sbloccato e poi, segnare due punti quando il tuo diretto marcatore è un giocatore della classe di Nicevic, non ha veramente prezzo. Mi auguro che a questo ne seguiranno molti altri.

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