Trapani: Confiscati i beni di 2 società per un valore di 3 milioni di euro

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Nella mattina odierna, Agenti di Polizia della Divisione Anticrimine della Questura e Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Trapani hanno ultimato le operazioni di esecuzione di un decreto di confisca emesso il 4 dicembre 2013 dal Tribunale Sezione Misure di Prevenzione di Trapani nei confronti di TARANTOLO Vito, imprenditore edile di anni 57.

Con il provvedimento eseguito oggi, è stata disposta, ai sensi dell’art. 34 del D. L.vo n. 159/2011 (Testo unico antimafia), la confisca dell’intero compendio aziendale delle seguenti società, aventi un valore complessivo quantificato in circa 3 milioni di euro:

  • S.M.G. COSTRUZIONI s.r.l., sedente in Trapani;
  • IL MELOGRANO s.r.l., sedente in Trapani.

Nei confronti delle due società in questione, il locale Tribunale Sezione Misure di Prevenzione, con precedenti decreti del 12 dicembre 2012 e del 17 maggio 2013, aveva disposto la sospensione dell’amministrazione ai sensi dell’art. 34 del D.L.vo 159/2011 ed il sequestro di quote del capitale sociale, in accoglimento di proposte formulate dal Questore al termine di indagini criminologiche e patrimoniali svolte dal Gruppo di Lavoro costituito da personale della Divisione Polizia Anticrimine e militari del locale Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza.

Il provvedimento eseguito oggi è stato adottato sulla scorta delle indagini svolte senza soluzione di continuità dal suddetto Gruppo di Lavoro, che hanno consentito di acquisire fondati elementi in ordine alla funzione agevolatrice svolta dalla S.M.G. COSTRUZIONI nei confronti del TARANTOLO Vito, che ufficialmente non compare nella compagine sociale, nonché sull’illiceità del denaro utilizzato dalla società confiscata per una lucrosa operazione immobiliare.

Le indagini hanno, altresì, messo in luce il rapporto che lega le due società confiscate; in particolare, si è ritenuta l’impresa S.M.G. COSTRUZIONI s.r.l.  continuatrice, sotto altra denominazione sociale, delle iniziative speculative edilizie de IL MELOGRANO s.r.l., società in passato sottoposta a sequestro preventivo in quanto riconducibile al boss mafioso trapanese Vincenzo VIRGA.

Quella odierna rappresenta, quindi, la naturale prosecuzione delle operazioni eseguite il 27 settembre  2012 ed il 23 settembre 2013 dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura e dal locale Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, nel corso delle quali vennero complessivamente sottoposti ai vincoli del sequestro anticipato ai fini della confisca nr. 82 beni immobili, nr. 33 beni mobili (autovetture, furgoni, mezzi meccanici) registrati, nr. 5 società/imprese (capitali sociali e pertinenti complessi aziendali), nr. 18 quote societarie,  nr. 37 tra conti correnti e rapporti bancari di altra natura.

Si ricorda, tra l’altro, che i precedenti sequestri avevano riguardato gli interi complessi aziendali – beni mobili, immobili, mobili registrati, conti correnti –  e tutte le quote sociali delle seguenti società/imprese

  • CO.GE.TA s.r.l.      
  • SOC. CONSORTILE COGECO SOC. COOP.  a.r.l.
  • DITTA INDIVIDUALE TARANTOLO VITO
  • ELIMI COSTRUZIONI s.r.l.;  
  • TARANTOLO Vito & C srl;

nonché quote sociali di:

  • I.P.A.C. DI GENTILE G. & C. s.a.s.;  
  • MARCONI s.r.l.;
  • MONTE SAN GIULIANO  s.r.l.;  
  • PORTO SAN FRANCESCO  s.r.l.;
  • SAN FRANCESCO  s.r.l.;  
  • GAV COSTRUZIONI  s.r.l.;
  • IMEDIL s.r.l.

 

 

 

Le proposte del Questore, per l’applicazione della misura di prevenzione personale e patrimoniale a carico di TARANTOLO Vito, sono state redatte ai sensi degli artt. 4, 16 e segg.  del  decreto legislativo n. 159 del 6 settembre 2011 (Testo unico antimafia) a conclusione di indagini patrimoniali ed analisi criminologiche condotte sulle  acquisizioni  degli organi di polizia giudiziaria, tra il 1996 e il  più recente periodo, anche nell’ambito di vari  procedimenti penali già pendenti presso la D.D.A. di Palermo, dalle quali si era evidenziato come, dall’occulta società con altolocati soggetti organici alla mafia, alla pilotata aggiudicazione degli appalti fino alla decisiva “copertura” di Cosa Nostra per condivise, lucrose iniziative economiche, quasi tutto lo spettro della normativa antimafia in materia di misure di prevenzione personali e patrimoniali involgesse la figura del TARANTOLO Vito, quale espressione prototipica della vocazione imprenditoriale di “Cosa Nostra” nel Capoluogo trapanese

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