Basket: I numeri di Veroli prossima avversaria della Pallacanestro Trapani

111

Il giovane coach Marco Ramondino, lo scorso anno vice di Franco Marcelletti, ha finora svolto un eccellente lavoro, proiettando Veroli nei piani alti della classifica, in barba ai pronostici che la relegavano alla lotta per la salvezza. Il roster che andiamo a presentare è un buon mix di esperienza e gioventù. Partiamo con i due americani. Nel ruolo di guardia troviamo Jamarr Rodez Sanders (classe 1988), esterno dotato di un buon 1c1 che fa dell’atletismo la sua dote principale, dando una grossa mano anche in difesa. Non è un grande realizzatore ma si inserisce a meraviglia nel sistema di squadra voluto dal suo coach. Nelle prime diciassette gare disputate viaggia con 13.8 p.ti, 4.9 rimbalzi, 2.4 assist con un buon 56.1% da due,  il 36.8% da tre ed il 78% dalla linea della carità. L’altro straniero è Jamar Lascells Samuels (1988), ala pivot uscito dal College di Kansas State, reduce dalla prima esperienza europea nella seconda lega spagnola (Lobo Huesca). Discreti numeri finora per lui: 11.9 p.ti, 5.7 rimbalzi, con il 54.2% da sotto, 38.7% dalla distanza ed un migliorabile 60.7% ai liberi. È un lungo completo che può giocare anche da “5”, dotato di buon atletismo e molto migliorato nel tiro da fuori. A lui spetta il compito di mettere tanta energia in difesa nei pressi del pitturato. Il quintetto è poi composto dalla guardia tiratrice Brett Blizzard (1980), innumerevoli esperienze in Italia in seria A tra le quali Cantù, Reggio Emilia e Virtus Bologna. Da lui coach Ramondino si attende tiro condito da buon senso tattico. Positive le sue cifre con 11.2 p.ti, 2.8 rimbalzi, 2.2 assist,  il 54.4% da due, un eccellente 44.6% da tre oltre l’82.4% ai liberi. Partendo dalla panchina, il suo proverbiale e micidiale tiro da fuori può rompere gli equilibri del match. Andrea Casella (1990) ricopre il ruolo di “3”, l’anno passato a Cantù (serie A) con numeri impalpabili, in precedenza a Piacenza nell’allora Legadue. Assicura pericolosità offensiva, estro e tiro da fuori. Ecco i suoi numeri: 12.2 p.ti di media, 3.4 rimbalzi, con il 57.1% da due, 43.6% da tre oltre l’85.7% dalla lunetta. Importante anche il suo contributo alla voce rimbalzi. Il pivot è il veterano Alessandro Cittadini(classe 1979), tecnicamente più un’ala che un centro, che finora scrive 9.8 p.ti, 5.6 rimbalzi, un ottimo 62.5% da due ed il 73.5% ai liberi. Sfrutta a dovere la sua notevole esperienza, coach Ramondino gli chiede però più cattiveria e di spendere meno falli inutili. Troviamo poi il playmaker Giovanni Tomassini (1988), che finora s’è dimostrato un po’ timido deludendo le aspettative su di lui riposte. Ecco il suo score: 6.4 p.ti di media, 2.4 assist, il 56.6% da due, un deficitario 21.2% da fuori e l’80% ai liberi. Arriviamo ora all’unico superstite della passata stagione, l’ala piccola del 1988 Giovanni Carenza che finora ha dato una mano con 4.9 punti, 2.6 rimbalzi, tirando con percentuali non proprio da favola: 39.1% da sotto, 37.1% dalla distanza. Può giocare qualche minuto da “4” tattico. Un buon contributo arriva anche dal play-guardia Marco Rossi (1981), finora utilizzato per circa 17 minuti a gara nei quali ha messo al servizio della squadra il suo fosforo pagando però le insufficienti doti atletiche. Viaggia finora con 4.3 p.ti, 1.1 assist, tirando col contagocce dal campo (54.2% da due, 32% da tre). Completano il roster gli under Simone Fabiani (ala-pivot), Joshua Giammo’ (play-guardia) e Bruno Ondo Mengue (guardia), utili finora ad alzare il livello degli allenamenti quotidiani.

SHARE