Basket: I numeri di Napoli prossima avversaria del Trapani

120

La squadra allenata da coach Massimo Bianchi (che ha sostituito Demis Cavina), dopo aver stentato parecchio nel girone d’andata, pare aver invertito rotta e tenta la scalata verso posizioni di classifica più consone al livello del suo roster. Diversi infatti sono gli atleti dal notevole spessore tecnico alla corte del team partenopeo. Partiamo dal giocatore più rappresentativo, l’ala piccola Kyle Weaver, uno che l’NBA l’ha vissuta per davvero nelle stagioni ad Oklahoma e con gli Utah Jazz. In questa prima parte di stagione viaggia a 16.6 p.ti, 7.2 rimbalzi, 3.4 assist con le seguenti percentuali: 60% da due, 29.1% da tre. Si tratta di un esterno dalla grande esplosività fisica che gli permette di dare una grossa mano a rimbalzo oltre che essere pericoloso dalla media. Non proprio irresistibile invece il suo tiro dalla distanza né l’attitudine difensiva. Esperienza da vendere anche per il play titolare, Timothy Black, protagonista nel 2011 con i belgi del Antwerp Giants di una semifinale di EuroChallenge. Finora ha contribuito alla causa con 11.9 p.ti, 2.8 rimbalzi oltre 3.7 assist. Le sue percentuali non sono proprio esaltanti: 48.8% da due, 21.4% da tre. Infallibile invece ai liberi (90.5%). Finora il suo rendimento s’è rivelato un po’ altalenante, di certo più a suo agio quando gioca “in proprio” che quando si tratta di far girare la squadra. La guardia è Matteo Malaventura, gran difensore nonché ottimo tiratore da fuori con diverse stagioni in serie A. Finora ha reso un po’ sotto le aspettative, trovando qualche difficoltà nel tiro dalla distanza, sua proverbiale arma. Le sue medie stagionali: 7.8 p.ti per gara con il 48.1% da due ed un insolito 32% da tre. Bene invece ai liberi (82.8%). L’ala pivot è David Brkic, lungo atipico pronto a colpire col tiro da fuori i più lenti avversari di turno. In calo rispetto alla scorsa stagione a Brescia, fino a questo momento scrive 11.4 p.ti, 5.7 rimbalzi, il 49.1% da sotto ed il 34.6% da oltre l’arco.Sylvere Bryan, anch’egli finora sotto uno standard sufficiente, ricopre il ruolo di pivot. Nonostante le diverse stagioni in seria A (Venezia e Pesaro) non è riuscito a trasformarsi da gregario in qualcosa di più. Cattura qualche rimbalzo e fa la voce grossa nel pitturato, grazie alle sue lunghe leve. Le attuali medie stagionali recitano: 4.9 p.ti, 5.6 rimbalzi, un ottimo 68.5% da sotto (va detto però che tira col contagocce) ed un agghiacciante 28.1% dalla lunetta. Jacopo Valentini è la guardia che entra dalla panchina, garantendo energia in difesa e doti da combattente puro. Efficace in uno contro uno. Il suo contributo alla causa è stato il seguente: 5.3 p.ti, 2.8 rimbalzi, il 48.3% da due ed un deficitario 26.9% da tre. Da lui coach Cavina si aspetta qualcosa di più. Marco Allegretti è l’ala dalla mano educata, ottimo tiratore da fuori ma poco incline alla lotta, nonostante le buone doti atletiche. Gioca spesso da “quattro” tattico, per sfruttare il tiro dalla distanza oltre che per creare spazi in area alle incursioni di Weaver e Black. Finora da una mano alla causa con 8.1 p.ti, 3.8 rimbalzi e buone percentuali sia da due (60%) che da tre (35.7%). L’under di maggiore spessore èMarco Ceron, recente protagonista in DNA con Castelletto Ticino. Finora è stato limitato da qualche guaio fisico ma quando ha giocato s’è fatto sentire con 8.3 p.ti, 2.3 rimbalzi conditi dal 56.3% da due ed il 25.5% da fuori. In crescita è poi il rendimento di Matteo Montano, playmaker del 1992 proveniente dalla Fortitudo Bologna, utilizzato per circa 11 minuti a gara. I suoi numeri: 3.5 p.ti ed 1.5 assist. Tira poco ma con buone percentuali (40% da tre, 85% dalla linea della carità). Vanno a referto anche Domenico IzzoEmanuele Traballesi eMariano Esposito, che non rientrano però nelle rotazioni di coach Bianchi.   

SHARE