Concluso il terzo convegno “L’educazione dei giovani: ieri, oggi, domani” promosso dal movimento culturale GIOVANE VALDERICE

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FOTO (2)Sabato 8 febbraio a Valderice, presso la sala convegni del Molino Excelsior, il movimento socio politico culturale GIOVANE VALDERICE ha portato a termine il progetto socio culturale con un terzo convegno dal titolo “L’educazione dei giovani: ieri, oggi, domani”. Relatori dell’interessante incontro sono stati il sociologo Francesco Lucido, il Vicario generale della Diocesi di Trapani Don Liborio Palmeri, le psicologhe e psicoterapeute Ivana Simonetta e Cristina Scimemi.

Alla presenza di una numerosa e attenta platea, i relatori hanno posto la loro attenzione sul continuo cambiamento della società, società nella quale l’adulto molto spesso cerca di delegare il suo ruolo di educatore perdendo così il ruolo di punto di riferimento per il giovane, spinto a cercare e scoprire altrove la sua identità. È stata magistralmente condotta una profonda analisi di una società che cambia continuamente stili educativi, ruoli e competenze genitoriali; una società che va troppo di fretta con il reale rischio di perdere la sua essenza più naturale trascurando le relazioni interpersonali basate sul contatto e sul calore umano; una società di donne e uomini attempati che non vogliono smettere di fare i giovani spiazzando chi giovane lo è realmente e ha bisogno di rinforzare valori autentici quali la famiglia, l’amicizia, il bisogno di entrare in relazione e di avere spazi propri all’interno del territorio di appartenenza.

«A nome del movimento Giovane Valderice, ringrazio tutti i relatori (Monia Benini, Giuseppe Marascia, Fernando Rossi, Antonino Prima, i coniugi Pietro e Adriana Basiricò, Francesco Lucido, Dono Liborio Palmeri, Ivana Simonetta e Cristina Scimemi) dei tre convegni e tutti coloro che con la loro partecipazione hanno mostrato interesse per il nostro territorio, oltre che per la nostra attività svolta. Sono stati momenti intensi, interessanti, pieni di spunti su cui porre l’attenzione e riflettere. Ci teniamo a dare il nostro piccolo, ma importante, contributo per uno sviluppo autentico del territorio in cui viviamo.»

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