Video: Presentata oggi “Pacem in maris: strumenti di guerra, percorsi di pace”

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Partecipata conferenza stampa oggi a Trapani al Museo Pepoli, per la presentazione di “Pacem in maris: strumenti di guerra, percorsi di pace”, la mostra temporanea che sarà ospitata dal 10 al 31 marzo prossimi dalla biblioteca dell’Oratorio parrocchiale di Marettimo, con due rostri, un elmo e due anfore, organizzata dall’associazione ArcheoAegates e dall’ associazione C.S.R.T. “Marettimo”, in collaborazione con il Comune di Favignana – Isole Egadi, con la Soprintendenza del Mare, la Soprintendenza BB.CC.AA. di Trapani, l’Area Marina Protetta, l’Istituto Comprensivo delle Egadi “Antonino Rallo”, la Parrocchia Maria SS delle Grazie di Marettimo, Legambiente Egadi e l’Associazione Vela Latina.

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L’iniziativa è stata illustrata dal professor Sebastiano Tusa, Soprintendente del Mare, dal sindaco delle Egadi, Giuseppe Pagoto, e dal direttore del Museo Pepoli, Luigi Biondo.

Presente, tra gli altri, anche il prete dell’isola, Don Giuseppe Pinella, che mette a disposizione i locali dell’Oratorio di Marettimo.

L’intento comune è la valorizzazione del patrimonio storico e archeologico del  territorio egadino, aspetto strategico per ogni ipotesi di sviluppo sostenibile delle isole.

<Una ricchezza inestimabile di cultura e di storia – dicono i responsabili delle associazioni              “ArcheoAegates” e A.C.S.R.T. “Marettimo”, Antonino Venza e Vito Vaccaro – che si unisce a quella naturalistica e che vogliamo rendere sempre più nota al mondo. Una delle caratteristiche del Mar Mediterraneo è di essere tra i luoghi privilegiati delle vicende umane. Le straordinarie vicende dei rostri utilizzati nella Battaglia delle Egadi, e del loro ritrovamento, sono una testimonianza il cui valore nel nostro intento vuole andare  al di là degli aspetti archeologici>.

 

Le comunità egadine hanno vissuto il mare come naturale luogo di lavoro e di pace, via privilegiata per la diffusione culturale e ispiratore di saggezza, ma negli ultimi anni nelle acque del Mediterraneo si sta consumando la crescente tragedia causata dai flussi di profughi alla ricerca di un’esistenza migliore per sé e le proprie  famiglie.

Secondo le principali organizzazioni di assistenza internazionale, dal 1994 oltre 20.000 uomini, donne e bambini hanno perso la vita lungo tali rotte del dolore e della speranza, rendendo il Mediterraneo anche inaccettabile mare di morte.

 

Tali vicende hanno reso l’isola di Lampedusa luogo simbolo di tali tragedie. La candidatura della comunità lampedusana al Premio Nobel per la Pace 2014, mantiene acceso il faro della comunità internazionale su tali tragedie, e riconosce agli abitanti di Lampedusa il coraggio e l’umanità dimostrata negli anni, esempio per tutti e antidoto verso ciò che il Pontefice ha definito la ‘globalizzazione dell’indifferenza’.

 

Il programma della manifestazione prevede il coinvolgimento di tutte e tre le isole delle Egadi.

 

Il 10 marzo, nella ricorrenza della Battaglia delle Egadi del 241 a.C., sarà inaugurata l’esposizione sull’isola di Marettimo di due degli undici rostri finora recuperati, assieme ad altri reperti di estremo interesse, concessi dalla Soprintendenza del Mare.

 

L’esposizione, di straordinario valore culturale e simbolico, si svolgerà all’Oratorio parrocchiale grazie alla collaborazione della Curia di Trapani.

 

Sull’isola di Levanzo, al Centro sociale, sarà installata una postazione multimediale a disposizione di abitanti e turisti per favorire la condivisione dell’evento.

 

Nel pomeriggio della stessa giornata, all’ex Stabilimento Florio  della tonnara di Favignana, si svolgeranno gli interventi di approfondimento a cura del Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa, scopritore dei rostri in collaborazione con RPM Nautical Foundation, e degli altri studiosi invitati.

 

A seguire, la proiezione di uno stralcio del documentario di Alberto Angela, autore del programma televisivo ‘Ulisse’, sui rostri e la Battaglia delle Egadi, trasmesso lo scorso 19 ottobre, che ha portato alla ribalta nazionale le vicende della stessa Battaglia e il territorio egadino.

 

Ad Alberto Angela sarà consegnata una targa di riconoscimento per le sue capacità di divulgazione scientifica, il suo contributo alla conoscenza delle isole e  il sentimento di vicinanza dimostrato verso la comunità egadina.

 

L’8 luglio 2013 la figura di Papa Francesco si stagliava sul  profilo delle coste lampedusane. Con un gesto inedito, di cui le stragi di innocenti seguite poche settimane dopo avrebbero ingigantito la portata e la statura, il Pontefice aveva voluto personalmente testimoniare l’inaccettabilità del dramma dei profughi e al contempo riconoscere alla comunità lampedusana il ruolo di faro silenzioso di solidarietà, fratellanza e  compassione.

 

A Giusy Nicolini, quale rappresentante della comunità lampedusana, andrà il riconoscimento delle Isole Egadi, orgogliose di condividere tali sentimenti di umanità con l’auspicio del Pontefice:  “Mai più tragedie come quella di Lampedusa”

 

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