Basket: I numeri di Trieste, prossima avversaria della Pallacanestro Trapani

100

Coach Eugenio Dalmasson, che dalla B1 ha riportato Trieste nel basket che conta, le sta tentando tutte per ottenere un salvezza che darebbe ragione ad una società che ha puntato senza timore alcuno sui tanti giovani del proprio vivaio. A far loro da chioccia c’è un vecchio lupo del parquet. Infatti, in cabina di regia troviamo il fosforo di Marco Carra (1980), tanti anni trascorsi a Reggio Emilia, due stagioni fa protagonista della promozione in Legadue proprio con Trieste. A lui il compito di dirigere i giovani compagni. L’esperienza è dalla sua. In questa prima parte di stagione viaggia a 10.9 p.ti, 2.2 assist, tirando con il 54.4% da due e con un ottimo 40% da tre. La mano non trema neanche ai liberi (86.8%). Dopo il taglio dell’esperta guardia tiratrice Ryan Hoover, da appena quattro giornate fa parte del gruppo friulano il play-guardia Brandon Wood (1989) che la scorsa stagione è stato nominato MVP delle finali del massimo campionato ungherese con l’Albacomb. Prelevato direttamente dall’Adecco Silver, dove aveva iniziato la presente stagione con Firenze, sta assicurando quelle doti di uno contro uno e, soprattutto, i punti a referto di cui coach Dalmasson bisognava. Finora è andato alla grande, realizzando ben  18.5 p.ti di media, conditi da 5.5 rimbalzi oltre 2.3 assist. Le percentuali sono invece migliorabili, 42.4% dalla media ed il 35.3% dalla distanza. Buona la sua attitudine a dare una mano a rimbalzo. L’ala piccola è Will Harris (1986),  ottimo atleta che fa della potenza fisica e del primo passo le sue armi principali. Si fa sentire anche a rimbalzo. Nelle venti uscite stagionali scrive 13.7 p.ti per gara conditi da 6.8 rimbalzi. Buone le percentuali da due (52.5%), meno brillanti invece quelle da tre (30.9%). Viene utilizzato spesso e volentieri da “quattro” tattico. Il pivot è Dane Di Liegro (1988), grinta da vendere, atletismo e presenza nel pitturato al servizio della causa.  Finora s’è rivelato uno dei migliori dei suoi con 12.9 p.ti (51.5% da due) e ben 9.2 rimbalzi per gara. Male dalla linea della carità (60.2%) dove due suoi errori nel finale di gara hanno decretato la recente sconfitta di Trieste in quel di Brescia. Tra gli under il confermato Michele Ruzzier (playmaker del 1993) è quello che incide maggiormente con 8.2 p.ti, 2.7 rimbalzi e 2.6 assist. È molto abile nel far giocare la squadra a ritmi alti e nel “penetra e scarica”, così così invece al tiro (45.8% da due, 33.3% da fuori). Una grossa mano arriva anche dalla guardia Daniele Mastrangelo (1991) che colleziona finora le seguenti medie stagionali: 6.6 p.ti, con buonissime percentuali da tre (45.8%) e deficitarie invece dalla lunetta (46.7%). Stefano Tonut (1993), anch’esso confermato, può ricoprire il ruolo di playmaker nonché giostrare da guardia. A Trapani s’è reso protagonista di una gara eccezionale, di gran lunga la migliore dell’intera stagione. Poi è andato un po’ a corrente alternata, nonostante il talento di certo non gli manchi. Garantisce finora 6.3 p.ti, con il 42.9% da due ed il 33.3% da fuori. Percentuali frutto anche delle tante forzature, mentre raramente lo si vede in lunetta, poiché l’uno contro uno non fa parte dei prodotti della casa. Un po’ di fiato al lungo titolare Di Liegro lo assicura Francesco Candussi (1994), pivot proveniente da Venezia che, pur disponendo di mani educate, sta tirando male dal campo (46.3% da sotto, 33.3% dalla lunga distanza), mentre fa registrare 6.3 p.ti di media con 3.4 rimbalzi che, dall’alto dei suoi 211 cm, non sono proprio il massimo. Completano il roster, producendo però numeri poco significativi, Massimiliano Fossati, guardia-ala del 1993 (1.5 p.ti, 1.3 rimbalzi), l’ala-pivot del 1993 Emanuele Urbani (1.0 p.ti di media) e la guardia-ala del 1993 Andrea Coronica (2.0 p.ti oltre 3.5 rimbalzi).

SHARE