A rischio il varo del nuovo aliscafo dell’Ustica Lines. Incomprensibile l’atteggiamento della Capitaneria di Porto di Trapani

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Un incomprensibile quanto dannoso atteggiamento della Capitaneria di Porto di Trapani rischia di impedire il varo del nuovo aliscafo dell’Ustica Lines, realizzato presso il cantiere della società a Trapani.

L’Ustica Lines, in vista del varo della nuova imbarcazione, a dicembre scorso ha richiesto alla Capitaneria l’autorizzazione al transito nella darsena adiacente al proprio cantiere del travel lift per il tempo strettamente necessario alle operazioni di varo ed alaggio del mezzo navale.

Dopo un silenzio durato due mesi ed a seguito di un sollecito della stessa Società, la Capitaneria, con nota dello scorso 14 febbraio, ha sostenuto che, sebbene l’area oggetto della richiesta, in attesa della conclusione dell’iter per il rilascio della concessione, potesse essere gestita dall’Autorità Marittima, la stessa non ne avrebbe la disponibilità, poiché in atto è occupata dalla curatela del fallimento della Società Cantiere Navale di Trapani, “nei confronti della quale è stato avviato il procedimento teso allo sgombero”. La Capitaneria ha aggiunto che, anche qualora rientrasse nella disponibilità dell’area, dovrebbero essere “preventivamente valutate le condizioni di esercizio (ampiezza della carreggiata, presenza di eventuali ostacoli fisici e di eventuali vincoli giuridici).

Motivazioni che sanno di pretesto per l’Ustica Lines, che ha risposto alla Capitaneria sottolineando quando segue:

1.       1 – La Capitaneria ha ritenuto di non dover fornire notizie alla società, ignorando l’istanza inviata a dicembre, per due mesi, ed ha risposto solo a seguito del sollecito, sebbene già dal 20 gennaio scorso avesse a disposizione elementi utili per la definizione del procedimento;

2.      2 – Non si comprende come, ad oggi, il procedimento di sgombero dell’area in questione sia ancora pendente, quando il fallimento della CNT risale ad aprile 2013 e la concessione demaniale aveva già da tempo perduto efficacia;

3.       3 – Il fatto che la curatela mantenga illecitamente all’interno dell’area demaniale alcune attrezzature non può costituire un ostacolo all’accoglimento dell’istanza presentata dall’Ustica Lines per due motivi: la curatela non svolge alcuna attività nell’area in questione; il diniego all’autorizzazione del passaggio del travel lift per i motivi addotti porta alla deduzione che l’Autorità Marittima ritenga che un’attività illecita, come la persistente occupazione senza titolo della curatela, possa paralizzare l’esercizio dell’attività amministrativa demandata alla stessa Autorità e pregiudicare un’iniziativa imprenditoriale di rilevanza non solo economica, ma anche in termini occupazionali;

4.       4 – La Capitaneria, in ogni caso, ha piena conoscenza dei luoghi e degli spazi nei quali deve operare il travel lift ed ulteriori verifiche si sarebbero già potute effettuare.

 

“L’atteggiamento dell’Autorità Marittima è incomprensibile – evidenzia il comandante Vittorio Morace, presidente dell’Ustica Lines –, impedisce allo stato il varo della nuova imbarcazione, che era stato fissato per il prossimo 23 febbraio, penalizzando ingiustificatamente un’attività economica rilevante nell’area portuale, con immediate ricadute anche in termini occupazionali e sociali. Non si riescono a capire i motivi che abbiano indotto la Capitaneria di Porto ad assumere una tale presa di posizione, impedendo alla nostra società di potere svolgere la propria attività, che consente, in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando, di garantire un posto di lavoro a tantissime persone, se si considerano coloro che lavorano presso l’Ustica Lines e l’indotto. Abbiamo sollecitato ancora una volta il permesso al passaggio del travel lift per poter varare l’imbarcazione ed auspichiamo una più serena

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