Basket: I numeri di Brescia prossima avversaria della Pallacanestro Trapani

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La formazione lombarda, dopo aver disputato la finale della passata Legadue ed aver iniziato nel migliore dei modi l’attuale torneo, sta vivendo un momento difficile che due settimane fa è culminato nell’esonero di coach Martelossi, poi richiamato in panchina ad appena 24 ore di distanza dall’annunciato divorzio. Il roster è di tutto rispetto, impreziosito dalla presenza di tre atleti che fino allo scorso anno militavano nella massima serie. In cabina di regia troviamo Fabio Di Bella (1978), da sempre abile a bucare le difese avversarie in uno contro uno oltre a spingere a più non posso in transizione. A lui il compito di imprimere la sua proverbiale energia su entrambi i lati del campo. In questa stagione viaggia a 9.5 p.ti, 3 rimbalzi, 3.4 assist, tirando con il 54.1% da due ed il 35.6% da tre. La guardia è l’altro veterano Robert Fultz  (1982), diverse stagioni in Seria A con Reggio Emilia, Teramo e Brindisi. Proverbiale il suo arresto e tiro dalla distanza. Finora ha contribuito alla causa con 9.9 p.ti di media, distribuendo ben 4.4 assist per gara. Deludenti invece le sue percentuali dal campo: 47.7% da due, 30.1% da tre. Quest’ultima è l’arma che usa maggiormente mentre di rado lo si vede in uno contro uno e, conseguentemente, in lunetta. Dalla sua classe ci si aspetta decisamente di più, in particolar modo dal punto di vista realizzativo. L’ala piccola è il confermato Justin Ray Giddens (1985) che l’anno passato ha fatto registrare numeri di tutto rispetto alzando l’asticella nei play-off. È un atleta che si affida al suo buon primo passo e che da inoltre una grossa mano a rimbalzo. Di tanto in tanto eccede in protagonismo. Nelle uscite stagionali fino ad oggi scrive 17.4 p.ti per gara conditi da 9.4 rimbalzi oltre 2.5 assist. Buone anche le percentuali da due (55.5%) mentre appaiono migliorabili quelle da tre (31.3%), suo tallone d’achille. Può anche giocare qualche minuto da “quattro” tattico. L’ala pivot è Tamar Slay (1980), vera arma letale da quattro atipico date le sue doti tecniche da esterno puro. Finora ha un po’ deluso, anche per via di qualche guaio fisico che ha reso il suo rendimento molto altalenante. Le sue attuali cifre stagionali recitano 11.8 p.ti, 4.5 rimbalzi, il 50% da due ed un deficitario 29.3% dalla distanza, dato che pesa notevolmente ove si consideri gli oltre cinque tiri da tre tentati per gara.  Il pivot è la torre Gino Cuccarolo (1987), tanti centimetri (221) al servizio della causa. Finora viaggia con 5.3 p.ti (56.3% da due) catturando 5.6 rimbalzi. Con le sue lunghe è chiamato a presidiare l’area pitturata, intimidendo e costringendo gli avversari ad alzare le parabola di tiro anche se va detto che la cattiveria agonistica non è il suo forte. L’altro lungo è Tommaso Rinaldi (1985) che rimane sul parquet più di Cuccarolo, incidendo maggiormente con 9.5 p.ti, il 56.7% da due oltre 4.5 rimbalzi. Un po’ in calo rispetto al’inizio stagionale, si fa apprezzare per la sua tecnica nei paraggi del canestro e per un discreto tiro dalla media. Una grossa mano arriva anche dalla guardia ex granata Franko Bushati (1985) che è molto abile in uno contro uno, cosa che lo porta spesso in lunetta dove però non è precisissimo (66.2%). Garantisce finora 6.5 p.ti con il 48.6% da due oltre 2 rimbalzi di media. Stecca spesso dalla distanza (29%). Un buon contributo arriva altresì dalla confermata ala del 1990 Federico Loschi che la passata stagione s’è fatto apprezzare con 6 p.ti di media ed il 53.2% da due. Numeri che sta migliorando in questa stagione (7.1 p.ti con il 35.2% da fuori). Nel roster poi troviamo il playmaker del 1993 Alessandro Procacci e l’ala proveniente da Treviglio (DNA) Giacomo Maspero (1992), entrambi con numeri poco significativi.

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