Tranchida :Sodano, in un altro mondo, riceverà la Giustizia che questa terra e talune 'istituzioni' gli hanno negato,

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Fulvio Sodano, Prefetto di Trapani, nemico dei mafiosi ma amico dei trapanesi e degli imprenditori onesti, avversato da politici conniventi e potenti ma omaggiato dalle Istituzioni democratiche e dalle comunità locali, ci lascia.

Erice perde un suo “primo” Concittadino, prima ancora che onorario, di cui invece si era onorata nel condividerne la cittadinanza in quel di’ 28 luglio 2007.

Fulvio Sodano, in un altro mondo, riceverà la Giustizia che questa terra e talune ‘istituzioni’ (e non è un caso, il minuscolo della “i” …) gli hanno negato, insieme alla Verita’.

Fulvio Sodano e’ andato via… ma rimane forte in quanti lo hanno conosciuto ed apprezzato la sua “presenza”: il suo esempio, di semplice ma coraggioso Servitore FEDELE dello Stato.

 Questo è il monito ed insieme la rotta tracciata anche per stare vicini e fare il tifo per quanti uomini dello Stato, ogni giorno, senza un contratto da “eroe”, per cominciare dai Magistrati della Procura di Trapani ma anche dalle donne e uomini delle Forze dell’Ordine, in primis maggiormente esposti, cercano di svolgere fino in fondo il proprio dovere per regalarci il sorriso di un futuro nuovo, diverso, migliore .

La Città di Erice vuole ricordarlo, non soltanto con le bandiere a mezz’asta domani e sabato, oltre che rendergli omaggio, con il Gonfalone della Città, scortato dal suo Sindaco e dai Vigili in alta uniforme sabato ai suoi funerali palermitani ma, accanto ai nomi di Giuseppe e Salvatore Asta e della loro mamma Barbara, trucidati dalla mafia nella strage di Pizzolungo, estendendo la intitolazione anche a Fulvio Sodano del nuovo Centro di Documentazione sulle Mafie / biblioteca interattiva “da cosa nostra a Casa Nostra” che fra qualche mese verrà consegnata alla Città in Casa Santa Erice, via Tenente Pollina, requisita al mafioso Coppola.

            Ci piace pensare, e ne siamo assolutamente convinti, che Fulvio prenderà per mano Giuseppe e Salvatore, insieme alla loro mamma Barbara, e racconterà loro che da queste parti, ogni tanto, nonostante lo scirocco e l’inverno, torna la primavera e rinasce il “non ti scordar di me” e, un uomo grande nella sua stazza ma ancor più nel suo cuore e nella sua generosità civica, li porti ancora a giocare e sorridere, nonostante i tanti che hanno giocato con la loro vita e gli affetti dei loro familiari e delle persone che li hanno voluti bene, oltre che con lo Stato e il sorriso di futuro conseguentemente negato alle nostre comunità.

Giacomo Tranchida

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