Tranchida procede legalmente contro Enrico Rizzi e chiede un risarcimento danni per lesioni all'immagine del Comune di Erice

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giacomo tranchida

Con delibera di Giunta n. 50 del 27/02/2014 e’ stato conferito incarico all’avv. Vincenzo Maltese del Foro di Trapani, di promuovere per conto del Sindaco di Erice, Giacomo Tranchida, azione civile di risarcimento del danno per lesioni dell’immagine del Comune e/o presentare denuncia di natura penale nei confronti del sig Enrico Rizzi, capo della Segreteria Nazionale del Partito Animalista Europeo.

Per debito di corretta informazione, il sindaco tiene a fare una premessa dei fatti, dunque:

  • in data 17 gennaio 2014, il Sindaco di Erice,  nella sua qualità di massima Autorità del Governo sul territorio, vista la presenza sul territorio del Monte Erice – di competenza del demanio regionale –  di un pericoloso branco di cani randagi, per  motivi di ordine e sicurezza pubblica, avendo ricevuto diverse segnalazioni da parte dei cittadini, inviava richiesta agli organi territorialmente competenti per chiedere la collaborazione operativa del Corpo Forestale per l’accalappiamento dei pericolosi randagi, tenuto anche conto delle condizioni territoriali come quelle del demanio forestale, boscato e non. Di tanto debitamente il Sindaco informava anche il Prefetto;
  • in data 20.01.2014, con formale DIFFIDA da parte di Enrico RIZZI, capo segreteria nazionale del partito animalista europeo (P.A.E.), paradossalmente ed in maniera del tutto incomprensibile, veniva intimato al Sindaco di sospendere immediatamente l’iniziativa (di cui sopra) per evitare lo svolgimento di (presunte) azioni dai risvolti illeciti, ovvero indicare le ragioni ed i motivi per cui non si poteva ordinare detta sospensione, il tutto nei termini di legge. E con minaccia di adire le vie legali.
  • il Sindaco, non avendo risposto (ma in ordine a cosa e perché? forse non doveva fare il proprio dovere e/o esercitare le proprie funzioni a tutela della sicurezza pubblica?), a detta dello stesso Rizzi, nei termini di legge, quest’ultimo si premurava a quanto sembra di depositare denuncia-querela nei confronti del Sindaco di Erice per omissione di Atti di Ufficio ai sensi di cui all’art. 328 c.p.
Enrico Rizzi

Chiarito che il Sindaco, contrariamente a quanto paventato, non ha chiesto nello specifico l’ausilio dei tiratori scelti di siringhe narcotizzanti, né si è mai intromesso sulle modalità delle operazioni di accalappiamento che eventualmente spetterebbero solo al Corpo Forestale e considerato che il dovere di risposta da parte del pubblico ufficiale, la cui omissione comporta la consumazione del reato, presuppone che sia iniziato un procedimento amministrativo con conseguente necessità della sua istruttoria e tempestiva definizione, e che deve escludersi l’efficacia di una diffida ad adempiere palesemente pretestuosa ed irragionevole, come nel caso di specie, in quanto finalizzata a sollecitare il Sindaco nella qualità di p.u., ad adottare un provvedimento in contrasto con una scelta “discrezionale” ma debita e dovuta, in osservanza ai principi di garanzia di tutela del territorio e dei cittadini, già effettuata e certamente nota al richiedente nelle sue ragioni giustificative, per tali motivi, la Giunta municipale diversamente  ha dato ampio mandato al Sindaco, per il tramite del legale di fiducia di intraprendere in tutte le competenti sedi giudiziarie penali e civili, ogni azione legale nei confronti del Rizzi, ritenuta idonea a tutelare sia le ragioni dell’Ente amministrato, l’esercizio delle funzioni di pubblico ufficiale del Sindaco Tranchida, che l’immagine dello stesso Ente oltre che del Sindaco .                                                             

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