Racconti senza parole

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Daniela Virgilio Responsabile delle Donne Socialiste Siciliane aveva lanciato,
per l’8 marzo nei giorni scorsi,l’iniziativa “Racconti senza parole”.
Un momento di silenzio nel territorio di appartenenza coinvolgendo anche gli uomini.
L’appuntamento per tutti l’otto Marzo ..inizio alle ore 19…fine ore 19,30 in un luogo all’aperto… piazza … strada….spiaggia…
Insieme nell’assoluto raccoglimento e con la luce di una candela tra le mani,indossando un indumento bianco o un fazzoletto…. tutti alla medesima ora, in tutte le province siciliane per un respiro leggero… una non voce del cuore (silenziosa) che emozioni e produca “semplicemente” sentimento:
la dignità e il rispetto verso la vita
Previsto anche il lancio di lanterne cinesi al cielo. Il momento documentato con foto e video porterà con se
il messaggio:
DONNE SOCIALISTE DI SICILIA
In ricordo di( Anna… Maria….) a sostegno del dolore e delle paure di chi come (Clara…Veronica…. Lucia …. il piccolo Luca…. Nando…. Sergio….) non hanno la forza di denunciare la violenza subita o non sanno come chiedere aiuto. Noi lI teniamo presenti nel nostro cuore perchè la loro sofferenza si traduca in “VITA” …. perchè l’orizzonte dove le loro anime colorano i tramonti diventi presto un bianco candore tra i colori dell’Aurora.
Sentito e partecipato il momento organizzato ha visto la collaborazione anche degli uomini nella piazza o nella spiaggia a Trapani, Pantelleria, Petrosino,Palermo, Agrigento, Enna, Siracusa, Catania, Barcellona(ME).
Anche a Roma Anna Barbiera componente del direttivo Donne Socialiste Siciliane ha voluto dare un segnale in Piazza S. Pietro, dove è rimasta con un paio di amici romani in piedi per 30minuti con una candela tra le mani.
Daniela Virgilio( Componente Direttivo Regionale Partito Socialista Italiano e Responsabile per la Sicilia delle Donne del Partito) :- se le parole hanno esaurito la loro forza i sentimenti sono ancora ricchi di energia, se l’umanità muove troppo lenti i passi verso una civile e dignitosa esistenza le istituzioni hanno la responsabilità di avere una marcia in più.La politica deve guardare anche all’economia sociale, deve investire nella cultura deve trovare strategie di intervento e di investimento per sostenere la cure di piaghe sociali che deturpano il paesaggio di un’epoca che si definisce tecnologica ed all’avanguardia. Se questo è in sociologia definito il ” tempo” dell’uomo della velocità lo sia!!! Là, dove è troppo tardi,piangere non rincuora, non conforta, non consola, non allevia e non cancella.

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