Trapani: la potenza è nulla senza controllo – Lettera Aperta di un cittadino Trapanese

140

Abbiamo ricevuto questa mattina una lettera di un nostro lettore, che vi riportiamo integralmente. Buona lettura

Una frase promozionale relativa ad una nota marca di distribuzione di pneumatici sembrerebbe all’apparenza non avere nulla in comune con la cittá di Trapani, l’estrema punta occidentale della Sicilia, il punto esatto dove convergono il Mar Tirreno ed il Mar Mediterraneo. Ebbene, per quanto insolito può sembrare l’accostamento del titolo in epigrafe con la falce di Sicilia, in realtá ce ne sono i presupposti, e capirete perchè.

Ma ci arriveremo dopo. Partiamo dall’assoluta efficienza delle istituzioni locali, dove troverete una vasta gamma di risposte evasive da far invidia al miglior ufficio “restituzioni e rimborsi” di un grande magazzino, frasi del tipo “mancano dirigenti”, “siamo in riorganizzazione”, “non è nostra competenza”, insomma, per avere una informazione dovrete fare i salti mortali. Ma andiamo oltre, perchè un paio di informazioni le abbiamo ottenute, e ve le rendiamo in rapida successione. Partiamo dal mercato del pesce, restaurato da poco e lasciato alla deriva, adesso nuovamente rovinato dal vento e dal mare, senza che nessuno ne abbia potuto mai usufruire, giá, perchè forse c’era un progetto per dare quei locali in affitto a privati, ma poi non se n’è fatto più nulla.

Arriviamo alla casina delle palme che, specialmente adesso che la cittá è divenuta un porto turistico per crociere, dovrebbe essere il fiore all’occhiello del centro storico, poichè si tratta del biglietto da visita per i turisti i quali, se invogliati, potrebbero scendere per una passeggiata, facendo spese ed acquisti.

Invece la casina delle palme è data in concessione ad una associazione che la tiene chiusa, per far lievitare il business trapanese. E di esempi così ce ne sarebbero molteplici, come il bar della villa margherita, per il quale forse si prevede in futuro un bando pubblico, ma ancora non se ne conoscono le tempistiche.

Per non parlare della spiaggia di porta ossuna o di quella della tonnara, la prima si diceva fosse interessata da un progetto, proposto da una societá non locale, con il quale procedere al drenaggio dei fondali per incrementare la larghezza della spiaggia, con sabbia nuova e più pulita. Quanto alla tonnara, una nota azienda locale si era offerta di pulire a proprie spese il terreno retrostante, quello che parte dal cavallino bianco e arriva sino a migliore, ma non se ne fece nulla, perchè quel terreno è di proprietá privata ed era troppo complesso individuare e contattare i proprietari.

Che dire infine? Non ci resta che ritornare al nostro titolo che ha preceduto la superiore trattazione, fornendovi adesso il senso reale di quelle parole, cioè che le potenzialitá enormi della nostra cittá sono sprecate, perchè non vi sono le persone giuste nelle istituzioni pubbliche, perchè si vota per simpatia o per il proprio vantaggio personale, perche gli uffici sono colmi di persone svogliate e spesso incompetenti, perchè a nessuno importa nient’altro che il proprio tornaconto e, in questa situazione, le poche persone capaci, e ce ne sarebbero, vengono travolte da un sistema malato e inefficiente. E allora serve un cambio di mentalitá, occorre capire che gestire un comune è come gestire un’impresa, servono manager, si tratta di business. Servono persone pronte a tagliare le teste che rallentano l’ingranaggio, serve gente pronta a fare, è tempo di combattere l’immobilismo del posto statale, il freno della nostra economia locale. Tanto è stato fatto, è vero, tanto, tantissimo ancora si può e deve fare. La potenza è nulla senza controllo, e il controllo parte dalla coscienza di ognuno di noi.

 

Erminio Ottone

SHARE