“ Taliate ” la mostra fotografica di Francesco Bellina in esposizione a Trapani

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Giovedì 17, presso la Libreria del Corso, in Corso Vittorio Emanuele 61, a Trapani, sarà esposta la mostra fotografica “Taliate” dell’artista Trapanese Francesco Bellina.

Francesco Bellina nasce a Erice, il 9 Novembre 1989.
Si avvicina alla fotografia per caso e, all’età di tredici anni e scopre una nuova passione che l’accompagna fino ad oggi, da autodidatta.

Comincia con la pellicola, poi passa al digitale, immortalando le particolarità e le tipicità di Trapani, soffermandosi sui volti delle persone e sulla gestualità.

Impegnato, anche, in attività politiche e sociali, Francesco cerca di coniugare le sue passioni, raccontando ciò che gli piace o non gli piace, cercando di cogliere la naturalezza e la spontaneità della gente

Adesso frequenta l’Università di Giurisprudenza di Palermo, dopo aver conseguito il Diplome al Liceo Ximenes di Trapani.

Vito Corte:
“Gli scatti che Francesco Bellina ha selezionato sono narrazioni e rappresentazioni.
Può dirsi che Bellina attui attraverso la mostra una drammatizzazione scenica.
Decide di utilizzare variabili di parola, di gestualità, di cromatismi e di prospettiva.
Ma vi è anche una particolare recitazione che attraverso i suoi personaggi si realizza: proprio come nella tradizione delle recitazioni teatrali le performances sono a volte giocose perché magari narrano aspetti dell’apparire, a volte pongono l’accento sulla finzione delle maschere o sulla ripetizione (re-citare = citare due volte) di un gesto o di un’espressione.
Le sale di rappresentazione scenica sono sale da barba come quelle che c’erano una volta, circoli fumosi di giocatori di carte, barconi di migranti, asfalti metropolitani incisi dai binari, mercati rionali. Le maschere sono quelle del dandy o del cisposo, della sognatrice e del rassegnato. Del disincantato, del compiaciuto e dell’orgoglioso.
C’è una ricerca compositiva nei tagli e negli scatti, ma non è quella che impronta la ricerca dell’autore: il formato 4/3 già dichiara un relativo interesse alle regole proporzionali del quadro.
Ma quella che invece traspare è una coscienza forte e limpida che governa l’uomo-fotografo sotto le regole dell’uomo-civile che sa, prima ancora di vedere, quanta umanità vera vi sia dentro certe donne e certi uomini. Dunque l’obiettivo di Francesco Bellina che si posa sui margini della società e dell’umanità non compie solo un’azione estetica ma, prima, compie un’azione etica.
E’ allora, probabilmente, si scopre il depistaggio d’un titolo di mostra che piuttosto che ammiccare a sicilianismi formali (gli sguardi) invece, con sensibilità e profondità, rende omaggio alla Musa della Commedia, Talìa, per svelare la sua volontà di drammatizzazione.
Bellina dunque fotografa teatralizzando.
Nel modo più caro a quella Musa, così come il nostro neoclassico e romantico Vincenzo Monti scrisse: “Talìa, che l’error flagella e ride”.”

www.francescobellinafotografia.com

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