Rifiuti. Ancora lontana costituzione SSR e ARO. Fazio teme replica vicenda ATO “Terra dei Fenici”

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Paradossale la vicenda giudiziaria che ruota attorno all’ex ATO di Trapani “Terra dei Fenici”, che vede tra gli imputati l’ex direttore Salvatore Alestra, e tra le parti civili nel prossimo processo il Comune di Erice, per come annunciato dal sindaco Giacomo Tranchida. Da un lato Alestra, secondo l’accusa, avrebbe chiuso un occhio, se non tutti e due, attorno ai metodi di smaltimento dei rifiuti adottato dalla ditta incaricata (differenziata ed RSU sembra finissero per essere nuovamente mescolati insieme); dall’altro oggi si ascolta la voce scandalizzata del sindaco di Erice, al quale mi preme ricordare come, ai tempi del contenzioso avviato dal Comune di Trapani proprio con l’ATO, fui lasciato, da sindaco, in perfetta solitudine a denunciare le inadeguatezze di quel carrozzone che oggi l’indagine della magistratura si avvierebbe a dimostrare. Al contrario il sindaco Tranchida fu strenuo sostenitore dell’ATO.

Fui additato, Tranchida tra gli altri, come il “Pierino” della situazione e indicato al pubblico ludibrio perché avrei manovrato contro l’ATO e l’assemblea dei sindaci per mere ragioni “di interesse” (quale?). In diverse riunioni denunciai ai miei colleghi sindaci come la raccolta differenziata fosse solo fumo negli occhi e come, nella realtà, l’uno e l’altro rifiuto finissero con il ritornare ad esser smaltiti allo stesso modo. Le ragioni di quelle critiche, che oggi torno a rivendicare, sono tutte nelle carte di quelle indagini che portano in un’aula di tribunale i vertici dell’ATO, dell’AIMERI e di una ditta collegata. Le ragioni del mio dissenso in polemica con i sindaci dell’ATO, che allora non vollero comprendere stavano nell’interesse che ebbi per affrancare la città di Trapani ed in miei concittadini da un servizio che appariva già in nuce per quel che era: inadeguato, inefficiente e, forse anche nato all’ombra di interessi poco chiari. Allora affidai alla Trapani Servizi un compito che fu svolto, se non in piena efficienza, almeno, al meglio dei mezzi a nostra disposizione.

Oggi quella esperienza, nata in solitaria autonomia (prima di tutto autonomia di pensiero!), rischia di essere travolta dalla incapacità, ancora una volta, dell’attuale esecutivo e del sindaco Vito Damiano. Tra pochi giorni, il 30 aprile prossimo, scade la convenzione con la Trapani Servizi. Mi chiedo chi, come e quando prenderà il suo posto per il servizio di raccolta di rifiuti nel comune di Trapani? È legittimo chiedersi, anche, che fine faranno: il decantato progetto di raccolta dei rifiuti porta a porta, la rimozione dei cassonetti, il potenziamento della differenziata annunciati nell’ottobre scorso?

Tutti servizi, questi, che sarebbero stati, secondo il sindaco Damiano, alla base dell’aumento della Tares nello scorso mese di novembre. Tesi quest’ultima che, mi preme ricordare, fu però smentita da un comunicato della stessa Trapani Servizi del 16 dicembre 2013 nel quale si poteva leggere, tra le altre affermazioni: «È di tutta evidenza che il costo della TARES 2013, indicato in circa 14 milioni di euro, non è in alcun modo riconducibile alle sole attività della Trapani Servizi».

Al di là delle polemiche del recente passato (ma son convinto che torneranno di attualità nel prossimo imminente futuro), temo più d’ogni altra cosa che non vi sia traccia, amministrativa, della costituzione di SSR (Società per la regolamentazione del servizio rifiuti) e ARO (Ambito di Raccolta Ottimale). Mi risulta che un progetto, in questa direzione, giace nei cassetti dell’ufficio di gabinetto del sindaco Damiano da mesi senza che abbia avuto esame o riscontro. Non è stata attivata alcuna iniziativa benché vi fosse la possibilità, con adeguata applicazione, di continuare l’attività con la Trapani Servizi tornando a rendere efficiente il servizio e tutelando nel contempo gli oltre 150 dipendenti che vi prestano lavoro.

Non ho alcuna voglia di tornare a far la Cassandra, ma posso già affermare fin d’ora che non vi è all’orizzonte un quadro chiaro, una certezza amministrativa ed operativa che facciano ben sperare. I trapanesi che l’hanno potuto fare hanno pagato pochi giorni fa, il 16 aprile scorso, l’ultima rata della TARES. Hanno diritto di sapere perché e a fronte di quale servizio. Soprattutto hanno il diritto che non si replichi su questo territorio una vicenda come quella dell’ATO “Terra dei Fenici” dalla quale sono stati risparmiati, a differenza dei nostri concittadini dei comuni vicini, che potranno consolarsi solo con la costituzione di parte civile intentata, per il momento da un sindaco, Tranchida, che appare quanto meno contraddittoria.

 

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