Botta e Risposta tra Tranchida e Fazio sull'ATO della dei Fenici

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«Dalla reazione del sindaco Giacomo Tranchida al mio comunicato di ieri sulla questione dei rifiuti e dell’ATO traggo l’impressione di aver toccato un nervo molto, molto scoperto»

«Non ho alcuna voglia di prendermela con alcuno, tanto meno con il sindaco Tranchida, che non intendo impallinare come un piccione. Ho solo avanzato alcune riflessioni partendo da alcune verità di fatti. Più volte ho posto in evidenza, anche nel corso delle assemblee dei sindaci, come ai Comuni conferitori di rifiuti nell’ATO venivano riconosciute somme per la raccolta differenziata del tutto irrisorie. Già solo questo elemento avrebbe dovuto indurre sia i sindaci, sia gli amministratori del tempo, ad approfondire le questioni che poi, successivamente, sarebbero state sviscerate dalla DDA con le indagini sull’ATO, sull’AIMERI e sul sistema di smaltimento dei rifiuti».

«Non ho accusato Tranchida di alcuna complicità, me ne guarderei bene, ma non può egli vestire i panni della vittima inconsapevole, poiché queste discrasie, riferibili a dati relativi alle quantità di differenziata che venivano dichiarati ed agli abbattimenti riconosciuti dall’ATO, furono più volte oggetto di rilievo da parte mia».

«Le contraddizioni che mi sono permesso rilevare stanno nel fatto che da un canto l’ATO ha fatto comodo a Tranchida per collocarvi gli LSU in esubero e per trasferirvi i mezzi di raccolta di rifiuti da poco acquistati dal comune di Erice ma mai utilizzati; dall’altro lo ha fatto oggetto di contestazioni, mostrando di aver avuto un approccio utilitaristico che, davvero non è possibile ignorare».

«Per quel che riguarda l’ex assessore Marino: in primo luogo non lo conoscevo personalmente e l’ho incontrato per la prima volta durante le reciproche incombenze istituzionali delle audizioni in commissione ambiente ed in commissione antimafia delle quali sono componente. Che ne abbia apprezzato l’operato è cosa nota, poiché ho ne contestato pubblicamente la “deposizione”, come dice Tranchida, da parte del presidente Crocetta».

«Riguardo al fatto che a Trapani, secondo Tranchida, si pagava di più di imposta sui rifiuti: è una bugia. Quanti a Trapani facevano la raccolta differenziata, andando a conferire al centro di raccolta avevano un abbattimento del 30% dell’imposta. A parità di quantità di differenziata (a Trapani vera, ad Erice e negli altri comuni finta) nel capoluogo i cittadini pagavano di meno rispetto ad Erice. Infine vorrei ricordare, anche, come a causa della contiguità dei comuni di Trapani ed Erice, molti cittadini ericini, soprattutto quelli che abitano e transitano nelle fasce di confine, utilizzassero i cassonetti del Comune di Trapani anziché fare la differenziata, facendo lievitare di un buon 30% la quantità dei rifiuti attribuita al capoluogo».

 «Ribadisco che ho solo voluto proporre delle riflessioni sul passato per capire meglio il presente e l’immediato futuro della raccolta dei rifiuti nel capoluogo e nell’Hinterland. La verità dei fatti e la storia dell’ATO è quel che è e non può essere modificata a piacimento di Tranchida: l’ATO ha fatto la differenziata senza farla davvero».

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