TRAPANI: LE ACLI PER LA FESTA DEL LAVORO

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Anche le Acli di Trapani celebrano il I Maggio. Aderendo alla campagna nazionale “I Maggio: la forza del lavoro”, le associazioni cristiane lavoratori italiani ricordano la giornata dedicata ai lavoratori con una celebrazione eucaristica ed una preghiera a San Giuseppe lavoratore. L’iniziativa, promossa dal presidente provinciale Giuseppe Peralta, assieme a don Tony Adragna, assistente spirituale delle Acli, e al diacono Francesco Ritunno, si terrà giovedì mattina alle ore 9.00 nella Chiesa Cristo Re di Valderice. “Seguendo i precetti di carità cristiana e di solidarietà, le Acli vogliono manifestare vicinanza a tutte quelle persone che vivono il dramma della mancanza di lavoro o che si ritrovano in una situazione di precarietà, organizzando un momento di raccoglimento e riflessione”- dichiara Giuseppe Peralta, presidente ACLI Trapani.

 “Affideremo all’intercessione di San Giuseppe lavoratore, l’umile artigiano di Nazareth, il futuro dei nostri giovani e delle nostre famiglie” – prosegue don Tony Adragna, parroco della Chiesa Cristo Re di Valderice.

Al termine della messa, verrà distribuito un volantino con le idee e le proposte delle Acli per il  lavoro.

“Ogni anno- aggiunge Peralta- diventa sempre più difficile celebrare la festa dei lavoratori. I dati Istat sono allarmanti. In provincia di Trapani, infatti, la disoccupazione ha raggiunto quota 22,5 %, mente quella giovanile ha superato il 46%, con un totale di 7500 occupati in meno nel 2013 (-40%). Solo attraverso il lavoro- conclude- si possono sconfiggere la povertà e le disuguaglianze.  E’ lo slogan della mobilitazione nazionale a cui anche le Acli di Trapani hanno aderito”.

Nei depliant che saranno distribuiti fuori dalla Chiesa sono state schematizzate le proposte  delle Acli per contribuire a migliorare la qualità dell’economia, del lavoro, della vita e delle istituzioni.

In sintesi

Secondo le Acli il lavoro va tutelato maggiormente contro la precarietà con l’introduzione di un contratto di ingresso orientato al tempo indeterminato nell’arco di tre anni. Va superato lo squilibrio tra chi rimane senza lavoro e chi pur di conservarlo è disposto a turni sempre più massacranti, ripartendo il lavoro, facendo spazio ai giovani e offrendo opportunità a chi viene espulso dal mondo del lavoro molto prima dell’età pensionabile.

Secondo le Acli occorre istituire un reddito di inclusione sociale e politiche per la famiglia (detrazioni fiscali per lavori di cura). Dal lavoro vengono pure i criteri per riformare l’economia e la finanza, riducendo la quota di ricchezza dissipata dalla speculazione finanziaria, che provoca l’abbassamento dei salari ed i tagli al welfare, e per una nuova politica industriale, per un piano straordinario per lo sviluppo sostenibile e l’occupazione.

Anche l’Unione Europea deve concorrere a rilanciare il lavoro, sostengono le Acli, anche attraverso l’istituzione di una certificazione sociale europea dei prodotti che sanzioni chi sfrutta o schiavizza i lavoratori e per garantire il mantenimento dei diritti e delle tutele per i migranti e per tutti i lavoratori che si spostano per lavoro da un Paese all’altro.

 

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