Lettera : Quando il NON SAPERE UCCIDE

Un nostro lettore Tony Alestra scrive alla nostra redazione sulla drammatica vicenda di ieri.

Vi proponiamo integralmente la sua lettera

Un malore improvviso, un forte dolore toracico, il cuore che smarrisce il ritmo, la pressione arteriosa che si allunga….questi sono alcuni dei segni d’allarme di un infarto. Proprio con questi sintomi l’autista di un pullman di turisti ha deciso di fermare la sua corsa davanti l’ospedale Sant’Antonio Abate con la speranza di iniziare le procedure di soccorso per uno di loro. Quel pullman nel bel mezzo della strada inizia ad essere bersaglio di automobilisti che iniziano ad inveire verso l’autista. Alcune persone decidono di chiamare personalmente i medici del pronto soccorso che distano in linea d’aria circa 100 metri. La risposta dei medici è: dovete chiamare il 118, noi non possiamo intervenire!!! La storia sembra adesso una miscela tragica di fatalità, di errori umani e di regolamenti “ridicoli”. Morire d’infarto davanti l’ospedale?? Un paradosso che si può verificare quando un medico non può uscire dal presidio sanitario per intervenire in attesa dell’ambulanza, e che questa non può mai arrivare nei tempi utili in caso di arresto cardiaco. La mancanza di ossigenazione del cervello provocata dall’arresto cardiaco causa lesioni che diventano irreversibili già dal 4°minuto, arrivando al 10° minuto con la morte cerebrale. Una rianimazione cardio- polmonare, o una defibrillazione precoce, effettuata sul posto, a volte rappresenta l’ unica speranza di salvezza, circa l’80% riesce a salvarsi. E a volte l’ambulanza arriva quando la situazione è già compromessa. E’ un errore dare per scontato che questo non possa accadere se ci si trova nelle immediate vicinanze di un ospedale, o esattamente davanti il pronto soccorso. I medici del pronto soccorso non sono infatti autorizzati ad abbandonare il luogo di lavoro, nemmeno in casi di estrema urgenza, nemmeno a pochi passi dall’ospedale. Questo in base alle normative ministeriali e regionali che regolano il sistema di emergenza sanitaria. “Ciò che è assurdo dal punto di vista etico non è contestabile dal punto di vista legale, perché i medici che non prestano soccorso in questi casi si attengono a procedure dettate da una normativa specifica, infatti secondo le normative attuali, tutto ciò che avviene fuori dalla porta dell’ospedale è di competenza del 118.
Dopo minuti interminabili, e senza nessuna rianimazione effettuata sul turista ecco l’arrivo delle ambulanze del 118. Il medico sale sul pullman, ma purtroppo può solo constatare il decesso lasciando il turista all’interno. A questo punto alcuni dei presenti ha parlato di “spirito di servizio” da parte degli operatori di polizia intervenuti sul posto che hanno provveduto a chiamare il servizio funebre per rimuovere il corpo senza vita del turista. Infatti, constatata la morte da parte di un medico è istituzionalmente compito delle forze dell’ordine intervenire e prendersi carico dell’ultimazione

dell’ iter burocratico.

Ma in questi casi i cittadini sanno come comportarsi?? Quali sono i sintomi di infarto più comuni?

Un infarto non sempre arriva all’improvviso. E’ dunque molto importante sapere quali sono i sintomi che possono

precederlo e quindi rappresentare dei segnali d’allerta. Riconoscerli il prima possibile potrebbe essere fondamentale

per salvare la vita di una persona.

1) Ansia.

2)  Dolore al petto

3)  Dolori alle braccia

4) Dolore che si irradia a tutto il petto

5) Tosse
6) Difficoltà respiratoria

7)  Battito rapido o irregolare

8)  Sudori freddi

Ogni anno, in Italia, circa 160.000 persone sono colpite da un evento coronarico, il più delle volte un infarto e purtroppo di questi,circa 73000 non riesce a salvarsi proprio perché IL NON SAPERE UCCIDE!!!

Come bisogna comportarsi????
Nello specifico si deve chiamare senza alcun indugio il 118 ed eseguire, magari non riagganciando ma restando in contatto con l’operatore, tutte le manovre in attesa che sul posto arrivino i soccorsi. Quali sono gli accorgimenti da prendere in attesa dei soccorsi?
Innanzitutto il paziente non deve compiere alcuno sforzo, questo per non affaticare ulteriormente il cuore, mantenere la persona in posizione semi-seduta, per agevolare la respirazione. Se non respira, bisogna praticare una rianimazione quindi un massaggio cardiaco abbinato ad una respirazione artificiale. Ovviamente tali manovre vanno apprese prima con dei semplici corsi BLS e BLSD (in diversi paesi vengono insegnate ai bambini nelle scuole proprio come una materia scolastica).
Ogni minuto che passa senza aver iniziato le procedure di rianimazione, riduce le probabilità del 10-12%.
A questo punto le manovre di rianimazione sono parte principale per poter salvare una vita!!!