Erice, il sindaco Tranchida: "Finalmente nel comune di Erice arriverà l'acqua di Dio"

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Comprensibilmente soddisfatto il sindaco di Erice, Giacomo Tranchida, in seguito all’arrivo nelle condutture comunali dell’acqua di Montescuro. Il primo cittadino della vetta ha espresso attraverso un comunicato le sue impressioni.

“Da ieri, in tutto il Comune di Erice, Casa Santa e frazioni comprese, oltre che nel centro storico della vetta, finalmente nelle condutture al 100% l’acqua di “Dio”: l’acqua del “cielo”, quella del Montescuro! Tale “nuova” fornitura idrica riguarda e garantisce al 100% anche tutto il comprensorio ex agro-ericino, negli anni “condannato” e definitivamente dal Governo Cuffaro e successivi, all’approvvigionamento dal dissalatore.  Una battaglia di civiltà, anche in ordine alla qualità oltre che alla portata dell’acqua, intrapresa sin dai tempi in cui sono stato Sindaco di Valderice.  Oggi però, non possiamo porgere l’altra guancia e cristianamente dimenticare il passato: l’acqua dissalata dell’impianto di Nubia, nel caso del Comune di Erice, insieme alla mancata corretta gestione delle condutture comunali da parte dell’EAS, ha rovinato il sistema idrico di distribuzione comunale e fatto danni, oltre causato disagi, a migliaia di utenti ericini e non solo”.

“La cd “Acqua Gialla/Marrone” che, seppur in parte continuerà a scorrere (sic!) sono la testimonianza provata del danno irreversibile fatto alle condutture pubbliche ma anche alle condutture domestiche dei cittadini utenti EAS, e la cosa non può di certo passare ora in “cavalleria”.  Mentre sul fronte approvvigionamento da fonte di acqua “naturale”, con il Montescuro, finalmente possiamo cominciare a tirare un sospiro di sollievo – anche se non demordiamo dal sostenere i lavori di potabilizzazione della diga “Rubino” quale FONTE ALTERNATIVA  – ….dall’altro i primi referti del laboratorio d’analisi specialistiche che confermano la bontà dei nostri sospetti e delle nostre denuncie sull’azione corrosiva dell’acqua “dissalata” e della mala conduzione EAS nella gestione delle condotte. Pertanto, ne consegue la responsabilità in solido della Regione Sicilia che, auspichiamo presto, dopo nostra sollecitazione, venga richiamata dal Tribunale di Trapani alla propria responsabilità e dunque costretta al risarcimento danni della sostituzione delle fatiscenti condotte idriche (ovvero al finanziamento per il rifacimento delle condutture comunali). Progetto che, invero, abbiamo avuto modo di pianificare di questi anni per un importo stralcio di circa 24.000.000€ esecutivo”.

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