La Lettera aperta del Consigliere Salone all’avv. Massimo Marino

290

saloneDi seguito riportiamo integralmente la Lettera aperta inviata dal Consigliere Comunale Francesco Salone all’avv. Massimo Marino, Presidente della Emittente Televisiva TELESUD 3 srl.

“Gentilissimo Presidente,
non mi ha sorpreso che la Sua Emittente non abbia preso atto, né abbia dato notizia, del comunicato da me inviatoLe nei giorni scorsi e relativo all’interrogazione con la quale pongo in evidenza il problema venutosi a creare con la delibera votata nel luglio scorso dalla giunta presieduta dal sindaco Vito Damiano. Un atto in base al quale le famiglie dei disabili trapanesi che fruiscono del servizio di trasporto del Comune dalle rispettive abitazioni ai centri di riabilitazione e recupero dovranno compartecipare alle spese sostenute dall’ente. Non mi meraviglio perché Lei ha dimostrato, nel corso degli anni, di non essere un osservatore obiettivo nei confronti di una parte della politica locale. Parte nella quale, immagino, Lei annoveri la mia persona e, soprattutto la mia attività politica di consigliere comunale.

Non è la prima volta che la Sua redazione (da Lei eterodiretta?) ignora i miei comunicati stampa. Sto imparando a farmene una ragione, considerato che è nella piena libertà di ogni redazione decidere cosa considerare una notizia e cosa invece è solo “fuffa” del politico di turno in cerca di visibilità.Le concedo che io, come altri esponenti politici, ricerco la visibilità. Lo faccio poiché ritengo sia giusto mettermi in gioco ogni giorno esponendomi, attraverso il mio “fare”, al giudizio dei cittadini. È su questo giudizio che reputo dover costruire il consenso, e parte di questo giudizio è anche in quel diritto di cronaca e di critica che appartiene alla testata giornalistica della Sua emittente. In effetti mi espongo, critico, addito e posso ben comprendere che non tutta la produzione della comunicazione può interessare la Sua redazione, e Lei in particolare.

Ritenevo, tuttavia, che dato lo spessore dell’ultimo argomento da me trattato in un atto ispettivo e data la delicatezza della questione che investe decine di famiglie trapanesi e, soprattutto, decine di soggetti che meriterebbero la più alta tutela, anche da parte degli organi di informazione, almeno si prendesse in considerazione questa interrogazione. Ed invece no! Non mi ha sorpreso che anche in questo caso abbia potuto nuovamente raggiungere le vette di pura “censura” che Lei allegramente pratica: al punto che nell’ultima vicenda, proprio quella dell’interrogazione dei disabili, dopo aver ignorato l’invio del comunicato citato all’inizio di questa mia, solo il giorno appresso un redattore ha intervistato (immagino non potendone fare a meno) una delegazione di genitori giunta presso i vostri studi.

Ovviamente che sul tema sia stata presentata una interrogazione neppure un cenno, né tanto meno è stato citato l’autore della interrogazione.Va bene così, come le dicevo, me ne sono fatto una ragione. Inizialmente ci sono rimasto male e avevo anche ipotizzato di ricorrere al garante per le telecomunicazioni o all’ordine dei giornalisti. Poi ho riflettuto che sia nell’uno che nell’altro caso nulla avrebbe potuto porre rimedio alle Sue decisioni ed alle Sue scelte (e credo che di ciò Lei sia pienamente consapevole); tanto meno l’ordine dei giornalisti che avrebbe eventualmente potuto colpire solo i soggetti estranei alla vicenda, i Suoi redattori, vittime tanto quanto me del Suo modo di fare televisione.

In effetti nessuna legge La richiama al dovere di obiettività. Solo l’etica Sua personale, alla quale, per ovvie ragioni e visto i precedenti, non ritengo di dovermi appellare. Non è la prima volta che ciò capita, ma certamente sarà l’ultima. La ragione è semplice: ho deciso di non inviare più alla Sua redazione i comunicati stampa che riguardano la mia attività di consigliere comunale. Del resto, perché prendermi questo incomodo ed ancora insistere, sperando nell’attenzione della Sua emittente, quando negli ultimi due anni e mezzo, da quando sono stato eletto, non sono stato mai invitato una volta nelle vostre trasmissioni, sebbene in alcuni servizi del TG non siano mancate le critiche nei miei confronti. Le critiche ai politici sono sempre legittime, per carità, ma è l’univocità della direzione cui sono rivolte che un po’ mi sorprende.

Possibile che abbia meritato le vostre attenzioni solo per attirare le critiche, e mai una volta abbia meritato almeno una citazione per un atto ispettivo, per un intervento, per una scelta politica o amministrativa? Quali che siano le ragioni di questa aprioristica esclusione ed avversione non posso che prenderne atto e rivolgermi alle testate che con più equilibrio, pur mai rinunciando al loro diritto dovere di cronaca e di critica, degnano di una minima attenzione il mio lavoro di consigliere comunale.

 
Immagino che Lei troverà modo e maniera per rispondere a questa mia lettera aperta attraverso un Suo editoriale o, comunque, attraverso un Suo intervento al quale non potrò replicare. L’ho già messo in conto. Sono profondamente solidale con la Sua redazione, costretta a subire le Sue bizze da editore – padrone, e comunque Le auguro le migliori cose per Lei e la Sua Emittente. Senza rancore ma profondamente amareggiato e deluso Le porgo distinti saluti”.

SHARE