Una nuova sfida per l’Agro- Ericino

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da sx. Giacomo Tranchida, Fabrizio Fonte, Mino Spezia, Annamaria Vultaggio, Caterina Randazzo, Mimmo Fazio, Andrea Piraino e Giuseppe Bica.
da sx. Giacomo Tranchida, Fabrizio Fonte, Mino Spezia, Annamaria Vultaggio, Caterina Randazzo, Mimmo Fazio, Andrea Piraino e Giuseppe Bica.

Si è svolto, tra una nutrita cornice di pubblico, il convegno promosso dal «Centro Studi Dino Grammatico» e dal «Rotary Club Trapani-Erice» sul Governo Locale in Sicilia. Dal dibattito, che ha visto intervenire diversi amministratori locali (gli assessori comunali Caterina Randazzo (Buseto Palizzolo), Giuseppe Buffa (San Vito Lo Capo) e i sindaci Giuseppe Bica (Custonaci), Mino Spezia (Valderice) e Giacomo Tranchida (Erice)) e l’On. Mimmo Fazio, è emersa in maniera chiara la necessità di definire il prima possibile la vicenda della riforma delle ex province regionali. A partire proprio dalle competenze da attribuire ai nascenti «Liberi Consorzi dei Comuni». È emerso più volte durante gli interventi la prospettiva di rilanciare la governance comune per l’Agro-Ericino. In tal senso l’attenzione si è spostata anche sulla pianificazione del territorio e sul suo sviluppo nei prossimi anni. A terminato i lavori il Prof. Andrea Piraino sottolineando che la riforma in atto assume una validità positiva se inquadrata in un contesto più ampio, che coinvolga oltre i Liberi Consorzi anche i Comuni e la stessa Regione.

«In particolare per quel che riguarda l’Agro-Ericino» – ha affermato Fabrizio Fonte V.Presidente Vicario del «Centro Studi Dino Grammatico» – «è necessario rilanciare, tra la cittadinanza attiva, l’idea della «cabina di regia» in una prospettiva fortemente inclusiva. Anche perché a partire fin da quest’anno (ovvero per la nuova programmazione dei fondi comunitari 2014-2020) il rapporto con l’Europa non sarà più totalmente intermediato dalla Regione, ma bensì sarà consentito, attraverso una progettazione integrata di «aree vaste omogenee», proprio ai territori di organizzarsi autonomamente per intercettare direttamente i finanziamenti europei. È inutile sottolineare quanto sia indispensabile rilanciare, attraverso queste risorse economiche, i nostri territori, che come d’altra parte il resto dell’Isola soffrono di arretratezza economica e di altissimi tassi di disoccupazione soprattutto tra i giovani. La guida della «cabina di regia» – conclude Fonte – è giusto che venga affidata agli enti locali, ma la sua azione dovrà essere, per divenire stavolta realmente efficace, aperta a raccogliere e coordinare dal basso le istanze delle categorie produttive, delle associazioni sindacali, delle università, degli istituti culturali, ma anche dei singoli cittadini».

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