Mannina: “Attendiamo che i consiglieri La Pica, Guaiana e Lamia aderiscano a Forza Italia”

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manninaLe dichiarazioni del capogruppo di Forza Italia Vito Mannina, in merito alla situazione dei consiglieri La Pica, Guaiana e Lamia, in seno al gruppo consiliare di Forza Italia:

“Il senatore Antonio d’Alì nella sua dichiarazione alla stampa (Giornale di Sicilia di oggi, 5 novembre 2014) avanza alcune affermazioni opinabili ed una circostanza non vera: i consiglieri La Pica, Guaiana e Lamia, ad oggi non fanno formalmente parte del gruppo consiliare di Forza Italia. I consiglieri La Pica, Guaiana e Lamia ad oggi non hanno manifestato l’intento di alcuna adesione formale; ad oggi sono ancora presenti in consiglio come gruppo del NCD; ad oggi il capogruppo del NCD partecipa alla conferenza dei capigruppo in rappresentanza di partito diverso da Forza Italia. Nel ribadire che il gruppo di Forza Italia sarebbe ben felice di un suo rafforzamento, passando da 3 a 6 consiglieri, va precisato che oggi ancora ciò non è avvenuto. Non basta pronunciare i proclami sui giornali, alle parole bisogna che seguano i fatti e pur nella dialettica interna che ne può seguire un grande partito come Forza Italia ha bisogno di chiarezza di comportamenti oltre che di idee. Per quanto sia legittimo che ciascun leader abbia un suo seguito ed una sua componente è indispensabile che ciò avvenga sotto l’unica bandiera del Partito cui si dichiara di aderire. A meno che con questa dichiarazione non aderente alla realtà il senatore d’Alì non voglia lanciare una sorta di provocazione, che però non raccogliamo preferendo che siano i fatti e la coerenza a distinguere i comportamenti politici. Sulla questione legata al gettone di presenza non entriamo nel merito. Qualcuno s’è voluto intestare una battaglia qualunquista dimenticando di dire che la precedente riduzione del gettone del 30 per cento non è frutto dell’opera di anime belle ma dello sforamento del patto di stabilità di qualche anno fa ed oggi non s’è fatto altro che ristabilire lo status quo ante (per altro con una riduzione rispetto al massimo consentito dalle norme che pone il Consiglio Comunale di Trapani tra quelli con il gettone più basso tra quelli della sua fascia demografica)”.

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