Trapani, sabato 8 novembre la presentazione di Malerba

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Malerba_locandinaPer gli “Incontri di Terrazza d’Autore”, sarà presentato sabato prossimo, 8 novembre, alle 18, a Palazzo “San Rocco” (via Turretta 12, angolo piazza Lucatelli) a Trapani, “MALERBA” (Ed. Mondadori), il libro, scritto a quattro mani dal giornalista Carmelo Sardo e dall’ergastolano Giuseppe Grassonelli, vincitore del “Premio Leonardo Sciascia-Racalmare” 2014.

Oltre all’autore Carmelo Sardo, che dialogherà con la giornalista Ornella Fulco, sono previsti gli interventi del dott. Dino Petralia, Procuratore Aggiunto della Dda di Palermo, del direttore della Casa circondariale di Trapani, dott. Renato Persico, della psicoterapeuta e scrittrice Fabrizia Sala e di monsignor Liborio Palmeri, delegato vescovile per la Ricerca, le Arti e il Dialogo culturale.

Il libro, nato dall’incontro tra Carmelo Sardo e Giuseppe Grassonelli, in carcere ormai da ventidue anni, è la storia di un giovane uomo che sente di dover fronteggiare da solo lo sterminio della propria famiglia nel contesto di una faida che vede contrapposti uomini di Cosa Nostra e “Stiddari”. “Malerba” è la storia di un uomo che non ha fiducia nello Stato e che decide di rinunciare a tutto, anche all’amore, per vendicare i suoi cari e sopravvivere.

Giuseppe Grassonelli, che assume nelle pagine del libro il nome fittizio di Antonio Brasso, racconta al giornalista la storia della sua vita “fuori”, breve e intensissima, segnata dalla morte e dall’arresto all’età di ventisette anni. L’ebbrezza dell’illegalità, l’orrore indicibile di un intero sistema di relazioni nel quale la vita umana e la dignità individuale non hanno alcun valore, ma tutto è clan, affiliazione o infamia, emergono in queste pagine con potenza sinistra.

A parlarcene, oggi, è la voce di un uomo profondamente cambiato dall’esperienza della detenzione. Grassonelli non è un “pentito”, non ha collaborato con la Giustizia e sconta, dunque, la pena durissima dell’ergastolo ostativo, quella del “fine pena mai”. Ha, però, rivisto criticamente il suo passato: entrato in carcere semi analfabeta, ha letto e studiato fino a laurearsi in Lettere con 110 e lode e a diventare un detenuto modello.

Per raccontare la sua storia ha scelto di affidarsi al cronista che, anni prima, aveva seguito la sua “guerra” come giornalista per una TV privata: Carmelo Sardo, che con efficacia e partecipazione conduce il letture attraverso la sua vicenda. “Per provare a capire. Perché le parole, e la memoria sono l’arma più potente contro la silenziosa omertà del male”.

Carmelo Sardo è vice capo redattore cronache del Tg5. Ha cominciato a occuparsi di mafia in Sicilia nei primi anni Ottanta collaborando ai quotidiani “L’Ora” e “Il Giornale di Sicilia”. Si è formato a Teleacras di Agrigento prima di trasferirsi a Roma dove ha lavorato due stagioni alla trasmissione “Cronaca in diretta” di Rai 2. Dal 1998 è al Tg5 dove si occupa dei principali fatti di cronaca italiana. Il suo primo romanzo, Vento di tramontana (Mondadori, 2010), racconta una storia vera che ha come scenario il carcere di massima sicurezza di Favignana.

 Giuseppe Grassonelli sta scontando la pena dell’ergastolo per una serie di omicidi commessi in Sicilia tra la fine degli anni Ottanta e gli inizi degli anni Novanta. Arrestato nel novembre del 1992, da allora non è mai uscito dal carcere in quanto la condanna all’ergastolo ostativo (art. 4 bis) non gli consente di beneficiare di alcun permesso. Ha passato quindici anni nel rigore del 41 bis, il cosiddetto “carcere duro”, di cui tre in totale isolamento. Per buona condotta, da sei anni, è stato declassato al regime AS1, detenuto di alta pericolosità sociale.

 

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