Trapani Cambia chiede al Governatore Crocetta di impugnare il decreto “Sblocca Italia” a favore delle trivellazioni

65

trivellazioniDi seguito il comunicato del movimento Trapani Cambia a proposito delle trivellazioni nel Mediterraneo.

“Il governo, con la fiducia posta sul decreto “sblocca Italia”, ha di fatto dato il via libera alle trivellazioni nel mediterraneo. Adesso le attività di prospezione, di ricerca e coltivazione di gas e greggio saranno facilitate. Nascondendosi dietro la retorica dell’interesse strategico e della pubblica utilità si sono semplificate le procedure, togliendo alle regioni la possibilità di intervenire direttamente a tutela del proprio territorio.
Il decreto, che vorrebbe valorizzare le risorse energetiche nazionali, si limita invece alle soli fonti fossili dimenticando completamente le rinnovabili che dovrebbero essere il traino del piano energetico nazionale. Gli effetti di questo decreto sulla Sicilia e sui Siciliani, che vivono circondati dal mare, sono ancora più gravi perché confliggono in maniera evidente con le attività turistiche e quelle legate alla pesca, attività che sono fondamentali per lo sviluppo economico della nostra regione.

Stigmatizziamo in particolare il comportamento dei Senatori siciliani, ed in particolare quelli del Partito Democratico, eletti in parlamento, che nell’espletare il loro mandato dovrebbero tener conto di un delicato equilibrio tra interessi locali e interesse generale del paese. Con il loro voto dato al decreto hanno manifestato un disinteresse totale verso il loro territorio a tutto vantaggio di pochi privati (le società petrolifere). Consci che il contrasto a questo decreto debba essere immediato, e comunque, prima che azioni irreversibili prendano il via, auspichiamo che la classe politica regionale si opponga fermamente a questo decreto. Dobbiamo evitare che gli interessi delle lobby petrolifere ci esproprino del diritto di scegliere. In particolare invitiamo il Governatore Crocetta e l’Assemblea Regionale a valutare l’ipotesi di impugnarlo dinanzi alla Consulta”.

SHARE