La COPAGRI chiede al Presidente Crocetta di sostenere il comparto agricolo siciliano

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campo agricoloLa COPAGRI (Confederazione Produttori Agricoli Sicilia) ha inviato una lettera al Presidente della Regione Sicilia, On.le Rosario Crocetta, per porre la questione della crisi agricola siciliana. La confederazione denuncia un calo delle produzioni del 40% rispetto all’annata agraria del 2013 e il fatto che l’alta qualità prodotta nel 2014 rischia di rimanere nelle strutture di ammasso proprio perchè la domanda viene fatta all’estero, a causa, secondo la stessa, della grande speculazione disegnata ad arte per mettere in crisi un comparto già martoriato da moltissimi anni.
Attraverso una nota ufficiale, la COPAGRI invita il Governo Regionale ad intervenire per sostenere un comparto importante della nostra economia.

“Onorevole signor Presidente,  in considerazione della delicatissima fase economica e sociale che vive il territorio siciliano, si rende necessario e ineludibile che il mondo politico e istituzionale nel suo complesso, assieme alle Organizzazione Professionali, manifesti una maggiore sinergia d’azione finalizzata al superamento di una crisi divenuta irreversibile. In occasione dell’incontro che Lei terrà con il Primo Ministro Renzi, ci appelliamo alla Sua sensibilità e capacità di rappresentare le richieste anche del comparto agricolo, settore primario dell’economia siciliana.

Il mondo agricolo e agroalimentare siciliano ci chiedono sostanzialmente che il Governo Nazionale riveda:

  1. Riduzione del prezzo del gasolio agricolo, in considerazione del fatto che la nostra Regione contribuisce notevolmente alla produzione e alla raffinazione del prodotto rispetto al fabbisogno nazionale e in ogni modo, se si dovranno riscontrare difficoltà, si chiede l’abbattimento delle accise che metterebbe in moto non solo il settore agricolo ma, tutta l’economia reale della nostra regione;
  2. Soppressioni delle sanzioni per gli omessi o ritardati pagamenti contributivi e un piano di ammortamento decennale per il rientro delle esposizioni in essere, pagamento della sorte capitale con l’applicazione dei soli interessi. Nel caso in questione il problema non va ricercato nelle Esattorie in quanto, le sanzioni sono applicate dal Governo Nazionale da norme molto penalizzanti, legge 689/1981 e 388/2000;
  3. Snellimento delle procedure burocratiche e amministrative.
  4. Aumento del de-minimis da euro 15.000 ad euro 30.000, parificandolo ad altri settori produttivi;
  5. Riduzione dei costi di trasporto, ripristinando la quota parte che il Governo Nazionale alcuni anni fa aveva messo a disposizione del Governo Regionale ma, mai utilizzata;

 Per quanto attiene alla Sua competenza per dare fiducia alle imprese agricole, Le significhiamo la necessità e l’urgenza di un Suo intervento per:

  1. La dichiarazione dello stato di crisi, riduzione di tutte le produzioni agricole che superano abbondantemente il 40%;
  2. Attivazione dei danni causati al settore vitivinicolo dalla perenospora – plasmopara viticola;
  3. Dotazione finanziaria crisi di mercato per quanto concerne il gasolio agricolo;
  4. Il ripristino dell’art. 82 della legge finanziaria regionale del 2010 che prevede la premialità alle imprese della filiera agroalimentare che firma accordi interprofessionali. L’articolo in questione è privo di contenuti, esso dovrà, proprio per garantire il prezzo minimo delle produzioni tipiche siciliane, comprendere delle agevolazioni previdenziali e fiscali per un triennio per tutti gli attori della filiera che firmano un accordo che preveda tracciabilità, salubrità dei prodotti agricoli per garantire la sicurezza alimentare dei consumatori. Tra l’altro il Ministero dello Sviluppo Economico potrebbe intervenire con propri fondi”.

 

 

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