Trapani, il giudice del lavoro annulla la sospensione dell’ispettore Scardino e condanna il Comune al rimborso

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pietro_scardino“Dichiarazione di illegittimità della sanzione disciplinare della sospensione dal servizio e dallo stipendio. Sospensione immediata della sanzione e al rimborso della retribuzione per il periodo di giorni quindici, con interessi legali e rivalutazione monetaria”.

È quanto ha decretato il giudice del lavoro di Trapani, accogliendo integralmente il ricorso presentato dal dipendente del Comune di Trapani, l’ispettore capo della Polizia Municipale, Pietro Scardino. L’ispettore era stato sospeso dal servizio per “l’inosservanza alle disposizioni di servizio” e “condotta non conforme a principi di correttezza verso superiori”.   Il provvedimento giudicato illegittimo era stato adottato dall’ex segretario del Comune Aldo Messina, su segnalazione dell’ex dirigente della polizia municipale Francesco Guarano.

La vicenda disciplinare era incentrata su un permesso di un’ora di cui Pietro Scardino aveva fruito, permesso per il quale aveva presentato richiesta scritta ma di cui aveva beneficiato senza attendere l’autorizzazione del responsabile di giornata, per “urgenti motivi familiari”. Così nei confronti di Pietro Scardino, accusato di abbandono del posto di lavoro, era stata istruita un’azione disciplinare culminata nella sospensione dal servizio per quindici giorni e nella decurtazione dallo stipendio del periodo di inattività.  L’ispettore ha presentato ricorso al giudice del lavoro, che di fatto non ha ravvisato nessun abbandono dal servizio, ma un fatto equiparabile al massimo ad una mera irregolarità in materia di orario di lavoro.

Accogliendo totalmente il ricorso dell’ispettore Scardino, il giudice ha annullato, dichiarandola illegittima, la sanzione inflitta dal Segretario Generale del Comune di Trapani e ha condannato il Comune di Trapani ad erogare la retribuzione al ricorrente per il periodo di giorni quindici, con interessi legali e rivalutazione monetaria a decorrere dalla data di maturazione del credito fino al pagamento, e di conteggiare il detto periodo al fine del calcolo del TFR nonché ad ogni altro fine giuridico; condanna inoltre il Comune al pagamento delle spese processuali per complessivi €. 1.470,00 oltre iva, CPA e spese generali.

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