Pallacanestro Trapani: il derby dei rimpianti

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Quella del sentito derby contro i “cugini” di Barcellona era certamente un’occasione da sfruttare meglio. Dopo la sconfitta a domicilio del turno precedente contro Forlì, Ferrero e compagni avevano la possibilità di rifarsi immediatamente dimostrando di poter dire ancora qualcosa in questa serie A2 Gold, ma gli uomini di Lardo purtroppo sono usciti sconfitti dal Palasport di Patti (si giocava in campo neutro) : 76-74 dopo un tempo supplementare il punteggio finale di una partita da cui è possibile però trarre alcune valutazioni importanti.

Premettiamo che Barcellona, che non ha di certo il roster potenzialmente schiacciasassi della scorsa stagione, ha allestito una squadra con l’unico obiettivo di raggiungere la salvezza, è composta da un buon quintetto base e da poco altro (l’intera panchina barcellonese ha prodotto solo 4 punti). Un avversario che era dunque largamente alla portata dei granata, almeno sulla carta.

Provando ad estrapolare le positività di questo match merita di essere segnalato soprattutto l’atteggiamento della squadra. Negli occhi dei giocatori c’era lo sguardo di chi voleva vincere la partita e non certo quello dimesso e rassegnato visto contro Trieste. Ciò si è tradotto in una buona prestazione difensiva che ha costretto gli uomini di Perdichizzi a tante forzature ma soprattutto a tante palle perse (12 contro le 4 di Trapani). Ogni volta che  i giallo-rossi andavano in confusione ecco arrivare però Jevohn Shepherd che, da americano che fornisce il famoso valore aggiunto, si  caricava la squadra sulle spalle e si prendeva la responsabilità dei  tiri pesanti. E pensare che Shepherd, a mio parere, e non solo, il miglior giocatore della passata Silver, in estate fu anche visionato dallo staff granata…

Altra nota positiva in casa Pallacanestro Trapani anche la prova di Tj Bray. E’ stato il primo ad essere messo in discussione, ma il ragazzo nelle ultime 3 partite sembra aver trovato un buon equilibrio. Certo, dovrà ancora migliorare molto, ma se analizziamo che nelle ultime 3 gare ha raddoppiato il numero di conclusioni tentate a partita, capiamo come il ragazzo abbia certamente voglia di provare a prendersi le sue responsabilità.

Venendo alle note dolenti c’è senza dubbio da segnalare la scarsa attitudine offensiva della squadra. E non mi riferisco solo ai pochi punti segnati di media, ma anche e soprattutto alla scarsa propensione di Renzi e compagni a passarsi la palla. Il pallone gira poco in attacco, pochissimo, spesso è evidente che chi ha il possesso non sa bene cosa farsene e prova a risolvere la faccenda da solo con esiti quasi mai positivi. Ci si affida troppo agli 1vs1 ed al gioco perimetrale e le letture delle difese avversarie spesso e volentieri non vengono interpretate nel modo giusto. Certo questa volta Renzi ha tirato fuori dal cilindro una prestazione maiuscola dominando letteralmente Garri mentre contro Forlì l’ottima prova fu di Baldassare, ma in entrambi i casi sono arrivate due sconfitte. Significa che la buona prova di un singolo in una squadra come Trapani non è sufficiente. Ritorneremo a vincere quando ogni singolo elemento darà il proprio contributo e metterà il proprio mattoncino per la costruzione di qualcosa di un po’ più duraturo di una singola performance. Ricordo che contro Torino, in quella che fino ad oggi è stata di certo la partita meglio interpretata dai granata, riuscimmo a portare ben 5 giocatori in doppia cifra.

A tal proposito, e veniamo a quella che è stata certamente la nota più negativa, è doveroso citare la partita di Chris Evans. Il ragazzo è apparso distratto e nervoso ed il suo contributo alla partita è stato nefasto: 3 falli commessi, 2 palle perse, 3/10 da due e 0/3 da tre. Le cifre parlano da sole. I 32′ che coach Lardo gli ha concesso sul parquet sono sembrati addirittura troppi. L’allenatore però lo ha tenuto fuori in molti momenti topici della partita (come negli ultimi 5′ dell’ultima frazione) e questo è davvero preoccupante. Non poter fare affidamento su colui che dovrebbe essere proprio l’elemento a cui consegnare i palloni decisivi non è certamente positivo.

In conclusione, perdere un derby all’ overtime su un tiro a fil di sirena ci può pure stare. Vogliamo nutrirci di positività e sottoscrivere il pensiero di Lardo quando dice di provare a vedere il bicchiere mezzo pieno. L’occasione per il riscatto è a portata di mano. I due turni consecutivi in casa contro Casale e Napoli arrivano proprio al momento giusto. Con 4 punti si aggiusterebbe un po’ anche quella classifica che, ad oggi, mette davvero i brividi. Ferrero e compagni sono chiamati ad un pronto riscatto e siamo sicuri che il calore del nostro palazzetto, che è sempre stato una risorsa e non, come forse qualcuno vorrebbe farci credere, qualcosa da temere, sarà un valore aggiunto ed aiuterà i granata ad ottenere, dopo tanto tempo, la tanto agognata vittoria.

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