Approdato in commissione regionale il ddl a firma Fazio sugli oneri per l’estrazione del marmo

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FazioE’ stato trattato oggi in Terza Commissione un ddl, ove il primo firmatario è l’On. Girolamo Fazio, sulla revisione della normativa della disciplina per il pagamento  dei canoni di produzione delle cave.

L’articolo  12 della legge regionale 15 maggio  2013, n.  9 istituisce e disciplina il canone di produzione che gli  esercenti di cave sono tenuti a versare alla Regione Siciliana  per l’estrazione dei materiali lapidei  e  per le pietre ornamentali. La proposta di modifica del legislatore è aggiornare la precedente normativa confermando ed incrementando i versamenti per opere di recupero ambientale a carico degli esercenti delle attività di cava. La proposta semplifica di molto il procedimento di calcolo del canone di produzione e rende certo, e non aleatorio, il gettito in entrata per la regione, evitando eventuali elusioni del pagamento del canone.

Vale la pena ricordare l’importanza del comparto per l’economia dell’isola. Il settore lapideo siciliano è abbastanza rilevante per l’economia regionale, non solo per i 1114 addetti alla cava, ma soprattutto per l’attività che produce a valle nella filiera di trasformazione. In particolare, si contano 3.888  addetti all’attività di taglio e modellatura della pietra,  3.664 alla  fabbricazione di prodotti in calcestruzzo, 574 alla fabbricazione   di   tegole   e   mattoni,    776    alla fabbricazione  di  prodotti ceramici, per  un  totale  di 10.016  addetti  (dati  ISTAT) cui vanno  aggiunti  tutti quelli  dell’indotto. Si stima un valore della produzione di  oltre  200 milioni di euro di cui quasi  100  milioni esportati all’estero.

“Bisogna dare una risposta celere e definitiva al comparto – afferma l’On. Girolamo Fazio – ma soprattutto rende la vita più semplice agli operatori piuttosto che pensare a farraginosi sistemi per assicurare le entrate che alla fine, come nel caso in specie, non assicura nulla, invece bisogna trovare delle soluzioni semplici, elementari e comprensibili, affinché i destinatari   delle norme non debbano ricorrere a consulenze tecnico-scientifiche per dare attuazione alle norme. Penso che questo disegno di legge abbia dato veramente una mano alla semplificazione e mi auguro che possa essere preso da esempio per disciplinare altri settori”.

Inoltre, i  canoni di produzione sono destinati per il  60 per  cento al comune in cui ricade l’area di cava  e  per il 40 per cento all’Assessorato regionale dell’energia  e dei   servizi   di   pubblica  utilità.   Qualora   siano interessati  più  comuni, la quota del  60  per  cento  è ripartita sulla base della superficie dell’area  di  cava ricadente in ciascun comune. I  canoni  destinati ai comuni  sono  finalizzati alla    realizzazione   di   opere    di    recupero    e riqualificazione ambientale nonché al recupero  dei  beni confiscati alla mafia ed alle organizzazioni criminali. Il  50 per cento del gettito derivante dal canone destinato  all’Assessorato regionale dell’energia  e  dei servizi  di pubblica utilità, è destinato a sostenere  le attività  di studi e ricerche di settore, di monitoraggio e   vigilanza  del  settore  estrattivo,  nonché  per  il potenziamento  delle risorse umane   assegnate all’Assessorato per l’incremento dell’attività di sorveglianza, controllo e lotta all’abusivismo  in campo estrattivo.

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