Giuseppe Cirobisi replica a Vincenzo Maltese

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cirobisiRiportiamo integralmente la nota inviataci dal Sig. Giuseppe Cirobisi in merito alla vicenda che lo vede chiamato a rispondere del reato di ingiurie nei confronti del Sig. Vincenzo Maltese:

“In replica agli articoli pubblicati nei giorni scorsi (QUI)su varie testate giornalistiche locali, recanti ben in evidenza in apertura degli stessi la notizia della vicenda giudiziaria che vede coinvolto lo scrivente, imputato del reato di diffamazione aggravata nei confronti del sig. Vincenzo Maltese, è evidente ancora una volta la prova della reale finalità personalistica del soggetto interessato.

Poco rileva se l’interesse possa essere quello di fare pubblicità al sig. Maltese – additato per ben tre volte ed in evidenza con il titolo di “avvocato” nonostante egli qui sia solo persona offesa, rappresentato da altro professionista – o se, ancora una volta, vi sia il desiderio di mettere a tacere la voce dei Cittadini dissidenti e non silenti rispetto alle inerzie dell’Amministrazione ericina o dei disservizi ad essa addebitabili. In ogni caso, è estremamente grave che il Nostro denaro, quello delle tasse e dei balzelli che ogni giorno ci propinano e che con sacrificio siamo chiamati a versare, venga sperperato e che si usi lo strumento della querela gratuita, per il solo querelante, per fini diversi e strumentali.

Questi articoli dimostrano che il fine non è di giustizia, la quale si avrà soltanto con la sentenza che anche io aspetto con assoluta serenità e desiderio di celerità, ma di farsi pubblicità a spese nostre o, peggio ancora, di intimorirci a spese nostre. Quest’ultima cosa non accadrà MAI ed è altrettanto grave che gli strumenti di “informazione” si prestino a questi giochi personalistici invece di offrire a NOI, alla Cittadinanza tutta, strumenti per combattere gli abusi e migliorare la Nostra condizione. 

Ricordo a tutti, infatti, che spesso le testate giornalistiche, piccole o grandi che siano, ricevono finanziamenti pubblici  e, quindi, ancora una volta a carico Nostro; ancora peggio sarebbe se tali finanziamenti fossero di natura privatistica. Infine, il mio personale invito ed auspicio a che lo strumento “Giustizia”  e quello dell'”informazione” tornassero alla loro vera finalità e quindi al bene collettivo e non individualistico”. 

Ci preme ricordare comunque al Signor Cirobisi che la nostra testata è “libera”, in quanto non riceve finanziamenti pubblici, nè tantomeno privati, e la replica va fatta al Maltese e non deve costituire un attacco alla stampa tutta.

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