Il preside dell’Istituto Tecnico Industriale Da Vinci premiato con il Discobolo d’Oro

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Erasmo_Miceli“Anche se raramente ho indossato una tuta, sono felice di vedere premiati gli sforzi di tutto l’Istituto nella diffusione dei valori dello sport come veicolo dei valori alla base della nostra società”. Decisamente lusingato, ma anche visibilmente emozionato, è apparso ieri mattina Erasmo Miceli, preside dell’Istituto Tecnico Industriale “Leonardo Da Vinci”, alla consegna del Discobolo d’Oro dalle mani del presidente del comitato provinciale del Centro Sportivo Italiano Rosario Muro, a margine dello scambio di auguri per le festività tra corpo docente e i rappresentanti delle varie classi dell’Istituto.  “Ci tengo particolarmente a ricevere questo premio – ha proseguito –  davanti ai miei studenti, per me sono loro la platea più importante, quella che tento di servire quotidianamente per formare i cittadini di domani”.

Un premio di indubbio prestigio, dal momento che il Discobolo d’Oro rappresenta uno dei più alti attestati di stima per tutti coloro che nel corso degli anni hanno generosamente dedicato un’ampia parte della loro vita al CSI ed ai suoi ideali, favorendone lo sviluppo e promuovendo la sua proposta sportivo-educativa.  Piccola curiosità: il preside Miceli è il primo dirigente scolastico d’Italia a venire insignito di tale riconoscimento. Il presidente Muro dal canto suo ha voluto commentare l’assegnazione del premio girando ai ragazzi le parole di Papa Francesco. “Sua Santità – ha detto – ci invita a non accontentarci di un pareggio mediocre. Bisogna lottare per raggiungere i nostri obiettivi nello sport come nella vita ed individuando il preside Miceli come assegnatario del premio non potevamo effettuare scelta migliore. Inoltre quest’anno il comitato nazionale ha insignito del premio anche Angelina Spada e Giovanni Giambalvo, a seguito della loro collaborazione trentennale alle nostre attività”.

Durante lo scambio di auguri il preside Miceli ha inoltre rivolto ai ragazzi parole da cui traspare la sua formazione classica, citando Hobbes e Platone. “Ricordatevi – ha concluso – che è l’uomo il lupo degli uomini. La nostra non deve essere una semplice scuola, ma una comunità scolastica, dalla quale vogliamo anzitutto creare ragazzi in grado di uscire dalla caverna e raggiungere una grado di consapevolezza delle proprie responsabilità e con una lucida capacità di analisi. Spero che durante queste feste riflettiate sulle cause che portano all’odio tra i popoli e sull’importanza dello spirito di tolleranza”.

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