EricèNatale, grande successo per il Concerto di Lello Analfino

375

analfinoIl concerto di ieri sera è stato come previsto l’ennesimo successo per Lello Analfino e la sua band e naturalmente per le manifestazioni natalizie del Borgo di Erice. Location del concerto del leader dei Tinturia, ieri sera accompagnato da Angelo Spataro (cajon), Domenico Cacciatore (basso), Edoardo Musumeci (chitarra acustica) e Gianpiero Risico (synth-fiati), è stata la Chiesa di San Giovanni.

Uno spettacolo che ha avuto anche momenti di riflessione su temi d’attualità. Su quanto accade oggi nel mondo, a cominciare dai tanti omicidi che come ha ribadito lo stesso artista agrigentino nel corso della sua performance – “vedono sempre più come protagonisti donne e bambini – . Da Ragusa al Pakistan, dalla Siria, alla Palestina. “Bambini soprattutto – ha sottolineato Lello Analfino rivolgendosi al pubblico – che invece devono avere il sacrosanto diritto di vivere e di crescere, di avere voce”.

A loro, a questi bambini che soffrono per colpa dei “grandi” che non riescono a proteggerli, Lello ha dedicato un brano.

Musica di Natale e non solo, quella proposta da Analfino e dalla sua Band ieri sera a San Giovanni.

E’ bello cantare il Natale – ha detto Analfino – ma a Natale è bello stare soprattutto insieme. È il periodo in cui ci si riappropria della famiglia, dell’amicizia, di quei valori ormai persi. Quindi non solo canti di Natale ma cantare a Natale”.

Simpatia a più non posso, questo è quello che senti quando stai con Lello Analfino, ed è stato così per i tanti spettatori che non hanno voluto perdersi questo momento. E lui, Lello, non li ha certamente delusi anzi.

Il suo successo? Se glielo chiedi ti spiazza. “Forse – dice – perché sono sempre me stesso, sempre; sono Lello Analfino e basta, non ve ne sono altri. E’ per questo che mi circondo ed amo altri artisti come me, da Ficarra e Picone a Fiorello, perché sanno essere sè stessi”.

Non poteva poi mancare un pensiero per l’anno che verrà. Ecco cosa vorrebbe Lello Analfino:  “Vorrei che una volta tanto si pensasse anche ai volontari, a coloro i quali senza percepire nulla li ritroviamo quando c’è bisogno a spalare fango a Genova, o nei centri di accoglienza. Pensiamo a queste persone che fanno sentire protetti. Vorrei anche che tutti noi evitassimo di farci prendere dalla <sicilianitudine> di andare a cercare negli altri la soluzione ai nostri problemi, mentre basta cercare dentro di noi la soluzione ai nostri problemi, ai nostri guai. Spendiamo solo per le famiglie, per i figli, per cose importanti e necessarie. Pensiamo poi a chi sta in ospedale, pensiamo alle persone che per queste feste sono costrette a stare in questi luoghi dove spesso si creano legami straordinari com’è accaduto a me. In questi giorni di festa pensiamo a chi trascorrerà questi momenti in ospedale, basta un solo pensiero”.

analfino2

Lello ha saputo incantare il pubblico con alcuni dei suoi brani più famosi “Nicuzza”, “Luna” ma anche “Cocciu d’amuri”, scritta dal leader dei “Tinturia”, una canzone/poesia che esalta la nostra sicilianità. (Una serenata che Lello Analfino dedica alle donne, in un momento in cui, tanto si parla e si scrive invece di “violenza sulle donne”. Postata prima su Facebook e poi su Youtube da Ficarra e Picone, Cocciu d’Amuri  è diventata virale ed ha superato 3 milioni di visualizzazioni).

Ma Lello ha anche riproposto brani di altri artisti. Non è mancata come al solito l’interazione con il pubblico, a cominciare da quella con una piccolissima fan e con un dolcissimo fuoriprogramma.

E tutto questo mentre fuori Erice rimaneva avvolta dalla nebbia e in Piazza della Loggia, ancora fino a tarda sera, i mercatini offrivano ai tanti visitatori giunti da tutta l’Isola la possibilità di vivere l’atmosfera Natalizia.

SHARE