Emergenza rifiuti, ordinanza del sindaco di Paceco

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pacecoA decorrere da oggi e fino a domenica 28 dicembre, è sospeso il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani indifferenziati nel territorio comunale di Paceco.

Lo ha disposto il sindaco, Biagio Martorana, vietando per lo stesso periodo l’esposizione e il conferimento indifferenziato dei rifiuti solidi urbani ed assimilati non pericolosi (in deroga alle disposizioni contenute nell’ordinanza sindacale n. 39 del 25 marzo 2014), mentre “rimangono invariate le modalità e gli orari di esposizione e conferimento dei rifiuti differenziati (organico, carta, plastica, vetro-metalli, ecc.) per come già previste e disciplinate dall’ordinanza sindacale dello scorso 25 marzo”.

L’ordinanza odierna (la n. 177, consultabile sul sito del Comune www.comune.paceco.tp.it) scaturisce dalla necessità di salvaguardare la salute pubblica, considerata “la mancanza di indicazioni da parte del Governo regionale volte ad arginare e affrontare la situazione di estrema emergenza nella quale si trovano tutti i comuni del comprensorio”, visto che “all’incontro del 19 dicembre scorso, presso gli uffici del Dipartimento regionale Acque e Rifiuti, i sindaci intervenuti non hanno ricevuto alcuna rassicurazione e alcuna indicazione circa l’individuazione dell’impianto presso il quale conferire i rifiuti a partire dal 21 dicembre”.

Il sindaco di Paceco invita quindi la cittadinanza “a prestare particolare e maggiore attenzione nella differenziazione dei rifiuti, per garantire le seguenti finalità: ridurre quanto più possibile la produzione di rifiuti indifferenziati; non alterare i principi e la qualità della raccolta differenziata; non compromettere i conferimenti nelle piattaforme autorizzate delle frazioni differenziate dei rifiuti, atteso che in presenza di una raccolta differenziata non a norma, l’impianto di destinazione potrebbe rifiutare lo scarico dei rifiuti, con ciò aggravando la situazione di criticità già presente nel territorio”.

Il primo cittadino, infine, avverte che “nei casi di violazione di quanto appena disposto, è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria, da un minimo di 25 euro ad un massimo di 500 euro”.

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