Svolto a Custonaci il convegno “Rilancio o oblio – L’Autonomia siciliana al bivio”

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convegno custonaciSi è rivelato di grande interesse il convegno che, promosso dal Centro Studi Dino Grammatico, si è svolto a Custonaci dal titolo «Rilancio o oblio – L’Autonomia siciliana al bivio» e che ha visto la partecipazione di Fabrizio Fonte, di Antonio D’Alì e di Gaetano Armao.

Dagli interventi dei relatori è stata fatta una sorta di cronistoria dell’Autonomia siciliana dalle origini ai giorni nostri ed è emerso che ormai, da diverso tempo, l’opinione pubblica nazionale guarda con estrema diffidenza all’attuazione pratica dell’istituto autonomista. Molti ne chiedono, infatti, a gran voce l’abolizione. Fanno riflettere, in questo senso, i tagli che il Governo nazionale ha apportato proprio in questi giorni ad alcuni fondi destinati alla Sicilia e l’invio, recentemente, di una sorta di “commissario” (nelle vesti di assessore al bilancio) che sta per dar vita ad una finanziaria di grande rigore, tagliando drammaticamente le poche risorse, a partire per quelle destinate alle imprese, a disposizione. Ovviamente con una voragine nel bilancio (si parla di oltre tre miliardi e mezzo di euro) sarà difficile ipotizzare, a breve termine, delle politiche funzionali ad un vero e concreto sviluppo dell’Isola. Si dovranno scontare, chissà per quanto tempo ancora, le scelte clientelari del passato, che hanno fatto purtroppo dell’Autonomia una grande opportunità gettata al vento.

“Sono ormai due anni – ha affermato Gaetano Armao – che si va avanti per improvvisazione e senza una sola misura strutturale ed i risultati sono questi. Si arriva tardi e male, col mandatario del Governo nazionale che ci appena sottratto 1 miliardo ed ha avuto abbonati da Crocetta 3,5 md di crediti dei siciliani. Ed adesso ci gravano di nuovi debiti e tasse. L’unica via è per risollevare la Sicilia è l’autodeterminazione”.

 

«Visto come si sono messe le cose – ha concluso il Sen. D’Alì – tra Renzi e Salvini l’unica via di salvezza è l’indipendenza, naturalmente senza Crocetta».

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