Bocciata ad Erice la proposta di introduzione del registro delle unioni civili

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Al Comune di Erice, per la seconda volta in pochi mesi, il Consiglio comunale ha bocciato il Regolamento per il riconoscimento delle Unioni Civili.[su_spacer]

Niente maggioranza per l’ordine del giorno che mirava ad eliminare le diseguaglianze tra persone legate da vincoli di matrimonio e persone legate da vincoli di natura affettiva, nei settori di competenza del Comune, come quelli legati alla casa, ai servizi sociali ed assistenziali, alla scuola ed alla sanità.[su_spacer]

” Prendo atto della decisione espressa dalla maggioranza dei consiglieri presenti in aula, ma non posso non manifestare la mia amarezza di fronte alle posizioni assunte da taluni colleghi”  – afferma Valeria Ciaravino, che continua dicendo ” Ho ascoltato sgomenta consiglieri che, nei loro interventi, hanno affermato che il riconoscimento delle unioni gay è il riconoscimento di un terzo genere, oltre al genere maschile e al genere femminile; che, secondo una teoria (non meglio definita) l’omosessualità è da considerarsi una malattia; che agli omosessuali vengono già riconosciuti diritti civili, quali ad esempio il diritto a svolgere il servizio militare; ed ancora, che l’istituzione di un registro delle unioni civili significa, di fatto, decretare il disfacimento dell’Istituzione famiglia.”[su_spacer]

Hanno espresso parere favorevole i consiglieri comunali : Antonio Giuseppe Agliastro, Paolo Genco, Salvatore Cusenza, Diego Sugamele, mentre erano contrari i cons. Alberto Mazzeo, Antonino Ingrasciotta, Giuseppe Alastra, Luigi Nacci, Giuseppe Vassallo, Giovanni Maltese, Concetta Montalto. Astenuti i cons. Giuseppe Martines, Vincenzo Caico e Santoro Alastra.[su_spacer]

Il Partito Democratico di Erice esprime tutta la sua amarezza per la seconda bocciatura in pochi mesi da parte del Consiglio Comunale della proposta del consigliere Valeria Ciaravino sull’introduzione anche ad Erice del registro delle unioni civili; il registro avrebbe rappresentato un opportunità per tutti coloro che pur non essendo sposati desiderano un riconoscimento della loro unione.[su_spacer]

Mentre in Parlamento prosegue l’iter legislativo della proposta sulle unioni civili voluta dal nostro Governo e gli albi vengono istituiti in molti Comuni della nostra Provincia, il consiglio comunale ericino perde una importante occasione per ampliare i diritti dei suoi cittadini.

 

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