Allarme furti a Erice. Tranchida invia lettera al Prefetto Falco

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E’ allarme ad Erice a causa dei numerosi furti che negli ultimi giorni si sono verificati nel borgo medievale.  Ad oggi, infatti, sono state circa 50 le case derubate ed in vetta, abitanti e commercianti sono sempre più in apprensione. Preoccupato per il protrarsi dei furti, il sindaco Giacomo Tranchida ha inviato una lettera al Prefetto di Trapani Leopoldo Falco.

“Il continuo ed impunito protrarsi di furti alle abitazioni di residenti e non nel centro storico ericino – come invero in altre località territoriali, anche limitrofe al Comune di Erice – non solo ingenera danni notevoli ai soggetti depredati ma, ancor più nel “borgo più bello d’Italia” semina panico in seno alle poche centinaia di residenti, in larga parte anziani, agli operatori commerciali già in difficoltà, ai proprietari (di mezza Italia) delle incustodite seconde case, che sempre più numerosi si ripropongono di “svendere” il proprio patrimonio immobiliare locale. Tanto provoca anche una caduta d’immagine, anche sotto il profilo promo-turistico, non di certo favorevole al comparto.
Anche a fronte di compartecipare nell’azione sinergica di controllo e sicurezza territoriale, nel tempo questa AC, anche con fondi PON Sicurezza, ha allocato un sistema di video sorveglianza che, online è stato reo fruibile con postazione remota, in termini collaborativo-istituzionali presso la locale Stazione Carabinieri.[su_spacer]

Nel centro storico, appena fuori le mura insiste anche una Caserma dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste. Ovviamente non insistono condizioni favorevoli sul piano dei vincoli finanziari per pensare di potenziare un servizio di vigilanza notturna con gli Agenti della Polizia Municipale, né mi pare il caso di pensare a inventate e forzate soluzioni di vigilanza urbana e notturna contro azioni di microcriminalità ricorrendo alle Ass.ni di Protezione Civile, ancor meno di stipulare direttamente e/o favorire la stipula di convenzioni commerciali e dei singoli cittadini con istituti privati di vigilanza urbana a tutela dei loro beni e della loro sicurezza.
Alcune settimane or sono, financo una locale petizione popolare e commerciale ha interessato la S.V., oltre che il sottoscritto, in relazione a tale crescente fenomeno. Al riguardo e di propria iniziativa, la cortese interlocuzione con i massimi rappresentanti fra le Forze dell’Ordine, con l’eventuale rimando ad una lettura statistica del fenomeno, non
penso sia conducente al garantire sicurezza e serenità. [su_spacer]
Credo occorra una diversa e concertata strategia d’azione, con potenziamento di mezzi ed uomini, in particolar modo. Al riguardo, seppur nei limiti delle mie competenze e conoscenze, non escludo che l’eventuale impiego governativo dell’Esercito, possa essere una prima soluzione? Accanto a tanto, la riproposizione di sistemi di video sorveglianza, di plurale funzionalità (anche ai fini della sicurezza stradale-viaria per quanto concerne i limiti di velocità), nonché, il potenziamento del sistema di video-sorveglianza (a valere anche dei residui fondi comunali disponibili e, sopratutto, la definizione governativa delle rinnovate candidature – ampliamenti del sistema da finanziarsi con i fondi del PON Sicurezza), possono rappresentare ulteriori elementi di prevenzione e comunque contribuire a scoraggiare il perpetrarsi, impunito, di tali atti di criminalità. [su_spacer]

In buona sostanza, così come per la strategia antincendio, una presenza visibile e percepibile dell’azione di controllo e monitoraggio dei centri maggiormente “isolati” credo che possa comunque portare positivi risultati.
In relazione a tanto Le propongo la convocazione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, anche al fine di addivenire ad auspicate soluzioni operative”.

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