Il vescovo ai giornalisti: “la vostra comunicazione sia come incenso profumato”

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“Sentiamoci professionalmente impegnati ad una onestà professionale che presuppone uno sforzo di documentazione e di conoscenza sempre maggiore: sforzo personale ma anche di categoria perché se un gruppo di giornalisti e professionisti della comunicazione cresce nei valori etici e spirituali, questo fa la differenza nella società, nella città, nella chiesa, nel dialogo con le altre culture – ha detto il vescovo, anch’egli giornalista pubblicista  – Voglio esprimere ancora una volta a tutti voi vicinanza e disponibilità ad un dialogo che permetta alla chiesa locale di crescere. Come non c’è una madre o una famiglia “ideale” anche la chiesa è fatta di carne, è  umanità in cammino dunque non perfetta ma consapevole di portare un Tesoro per il mondo seppur in vasi di creta. Ci consegniamo e ci riconsegniamo a voi con la dolcezza e insieme con la fermezza  di San Francesco di Sales”.[su_spacer]

Il vescovo aveva presieduto prima dell’incontro un breve ma inteso momento di preghiera in cui aveva consegnato ad ogni giornalista presente alcuni grani di incenso profumato: “un dono semplice per cogliere insieme il significato del complesso lavoro a cui vi dedicate ogni giorno. La nostra e la vostra comunicazione sia come incenso profumato: non possiamo tenerlo in tasca ma bruciarlo e consumarlo finchè il suo profumo non si effonde”.

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