Erice e i Comuni dell’ex agro: di nuovo insieme

76

I comuni dell’ ex agro ericino di nuovo insieme, anche sul piano della stretta collaborazione amministrativa e con l’intento di contenere i costi di gestione di ogni singolo Comune e migliorare i servizi per l’intera comunità.[su_spacer]

Con il voto favorevole dei Consiglieri comunali del Movimento per Erice che Vogliamo, del PD e degli indipendenti Ciaravino e Maltese, astenuti i Consiglieri socialisti e contrari i Consiglieri di FI presenti in aula, da oggi il Comune di Erice finalmente aderisce all’Unione dei Comuni Elimo Ericini (Buseto Palizzolo, Castellammare del Golfo, Custonaci, Paceco, San Vito Lo Capo e Valderice) con l’intento di condividere anche sul piano amministrativo la gestione consortile di servizi diversi, al fine di realizzare economie di scala anche nei costi gestionali e organizzativi.[su_spacer]

“Non si tratta, invero e semplicemente di seppellire definitivamente sul piano politico l’avversato progetto della Grande Città, già sconfitto ed in più occasioni dal voto libero degli ericini – dichiara il Sindaco Tranchida – ma che ci ha visti contrapposti con il Partito Socialista, Forza Italia ed altri anche nella campagna elettorale del 2012, oggi realizzando, in alternativa, la GRANDE ERICE. Diversamente ed in coerenza con le strategie intessute in questi anni con questi Comuni e su più fronti per battaglie di civiltà e di sviluppo — dall’acqua del Montescuro e contro le inadempienze EAS, dalla collaborazione costante sul campo della Protezione Civile alla promozione turistica per lo sviluppo (il PIANO STRATEGICO PER LO SVILUPPO DEL COMUNE DI ERICE, APPROVATO DALLA REGIONE, COMPRENDE L’AMBITO TERRITORIALE EX AGRO ERICINO !), dalla progettazione d’interventi di valenza sovracomunale ma sistemica a valere dei fondi europei per arrivare alla recente istituzione intercomunale della Stazione Unica Appaltante — si tratta di cominciare a fare sistema strategico, anche con l’obiettivo di contenere i costi amministrativi e migliorare i servizi. Non intendo di certo oggi contrapporre ancor più robusti muri culturali e politici – conclude Tranchida – diversamente, questo si, intendiamo proporre l’abbattimento di barriere di vecchia e conservatrice matrice politica anche in favore della vicina comunità di Trapani che, necessariamente, non può che condividere tale percorso di pianificazione strategica d’Ambito territoriale e, in molti casi, anche di comuni e migliori servizi da condividersi per i cittadini trapanesi oltre che per quelli dell’ex agro ericino”

SHARE