Diritti Umani, concluso il primo dei quattro incontri sul tema

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“Soddisfatti per i significativi contenuti espressi nella relazione dell’avv. Giuseppe Marascia e dalle testimonianze dei nostri ospiti. Un pò meno per l’assoluta assenza delle Istituzioni e di un qualunque consigliere comunale, anche di quelli della presunta sinistra. Forse, la concomitanza con la «mostra dei ricami» e della inaugurazione di un presunto «circolo sportivo» hanno impedito a chi di dovere di partecipare”, questo il commento a caldo espresso da Natale Salvo, rappresentante del think tank «A Misura d’Uomo», una delle due organizzazioni che ha proposto il primo dei quattro incontri alla biblioteca Fardelliana sul tema dei «Diritti Umani».[su_spacer]

Lo scorso sabato si è dibattuto sul tema «Liberi ed Eguali», e l’avv. Giuseppe Marascia ha sottolineato come “La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo fa parte dei documenti di base delle Nazioni Unite insieme al suo Statuto anche se, tuttavia, libertà ed eguaglianza sono rimaste che mere affermazioni di principio mortificate nella esistenza reale”. [su_spacer]

“Un anno fa eravamo pieni di sogni, voglia di programmi, di fare, di introdurre un cambiamento. Purtroppo oggi, però, la Consulta non è attiva” – ha affermato nel proprio intervento Mourad Aissa, in merito all’attuale funzionalità della Consulta degli Immigrati, eletta a dicembre 2013. Forse, la “Consulta è stata solo una forma di immagine per l’Amministrazione”-  ha lamentato, pur continuando a sperare in una voglia di «interazione» da parte dell’Amministrazione Damiano, il presidente dell’organo che raccoglie 15 immigrati extra comunitari eletti fra i quasi mille residenti a Trapani. [su_spacer]

Nella propria testimonianza, l’esule Djika Kossi ha ricordato di essersi «messo dentro» la politica per capire, per «fare qualcosa», anche se non è possibile lottare con «le mani contro le armi», ma sicuro che «la nostra forza è la bocca» Kossi ha cercato di propagandare la democrazia fra i giovani, perché “il cambiamento del Paese proviene dai giovani” – ha spiegato). Questa, forse, la sua colpa più grave agli occhi del regime militare togolese.[su_spacer]

Rispetto alle indiscrezioni sul costo della gestione degli immigrati, Giuseppe Provenza, del Coordinamento Nazionale di Amnesty International, ha tenuto a sottolineare come i «famosi» 35 euro al giorno di cui si accenna spesso, in realtà, non vadano direttamente agli immigrati ma proprio agli italiani, ad italiani che così trovano occupazione, impegnati con le cooperative che svolgono servizi per l’accoglienza degli immigrati. [su_spacer]

“I Fondi spesi nell’accoglienza –  ha concluso Provenza – provengono, non dai contribuenti italiani ma dall’Unione Europea, dal Fondo Europeo per i Rifugiati che ha stanziato poco più di 100 milioni di euro all’anno a tale titolo”. [su_spacer]

Nel suo breve, ma incisivo intervento conclusivo, Don Rino Rosati, parroco di Sant’Alberto, ha avanzato la proposta che, forse si tratta di un semplice “uovo di Colombo” ma che rappresenta la sostanza che chiedeva la conferenza: “Le comunità parrocchiali dovrebbero fare questa formazione sul fenomeno della migrazione, ed invece siamo «presi dall’emergenza di pagare le bollette”.[su_spacer]

Il Ciclo d’incontri e di sensibilizzazione proseguirà il prossimo sabato 28 febbraio, quando, alla presenza del segretario nazionale del Partito Umanista, Valerio Colombo, si parlerà del diritto al lavoro e di quello all’istruzione, nonché delle forme di rappresentanza popolare.

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