Pallacanestro, Agrigento sbanca il PalAuriga e fa suo il derby all’overtime

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Finisce più drammatico dei modi l’esordio assoluto della Pallacanestro Trapani al PalAuriga con le telecamere di Sky Sport, cioè con una sconfitta dopo un tempo supplementare. Derby di Sicilia mattutino in diretta nazionale, pertanto, quello che vede i granata affrontare la Fortitudo Agrigento. Tensione altissima e agonismo spiccatissimo a inizio gara, a discapito della prolificità offensiva. Il primo canestro del match è di Chiarastella ed è una tripla, dopo più di due minuti di gioco. Agrigento riesce a dare molto fastidio a Trapani con una difesa fisica, molto attenta e attiva nell’ostruire le linee di passaggio granata.  Con una tale esplosione di adrenalina, il punteggio rimane bassissimo (3-5 al 5’). Il primo canestro dal campo granata della partita è ad opera di Andrea Renzi, che schiaccia su assist di Bray, quando sono passati già sette minuti dalla palla a due. Ciò basta a donare un po’ di fiducia a Trapani, che si porta in testa (10-5 all’ottavo minuto, con due liberi di Legion). Non c’è attacco granata che non passi dalle mani di Renzi, il vero faro di questa squadra. Suo l’assist per la bomba di Ferrero, appena entrato, che concede il bis sul possesso seguente, stavolta imbeccato da Bray (16-9 al 9’). Evangelisti accorcia le distanze prima del suono della prima sirena, assottigliando il divario.[su_spacer]

Al rientro in campo si mette al lavoro Legion, con 4 punti consecutivi, ma la risposta agrigentina è pronta e convincente (20-16 al 13’). Dopo questa fiammata offensiva, ricomincia a latitare la fluidità offensiva di entrambe le squadre. Lo spettacolo non diminuisce, a dire il vero, perché la fisicità e gli sforzi profusi restano così alti la gara rimane godibile. Ci pensa Marco Evangelisti a interrompere il digiuno, scoccando due frecce dall’arco dei tre punti che si conficcano dritte nel cuore dei tifosi granata (23-24 al 18’). Il parziale si dilata ulteriormente con un altro canestro, per di più con fallo, ancora da parte di Evangelisti (23-27 al 19’). Non riesce più a segnare Trapani e il break all’intervallo lungo diventa durissimo (0-16, per il 23-32 di metà gara).[su_spacer]

Il pubblico di casa si compatta attorno alla propria squadra e si fa sentire al momento del rientro in campo dei granata. In qualche modo Trapani trova un po’ di linfa vitale e si riavvicina (30-36 al 23’, con due liberi di Baldassarre). Di pura voglia, la difesa di coach Lardo frutta due infrazioni di 24 secondi consecutive, ma l’attacco continua a non far male e si rimane con Agrigento in testa (32-41 al 26’). Davvero impressionante la prova di Udom, che entra in una dimensione di grande fiducia e si rende utile in ogni zona del campo, con canestri, rimbalzi e difesa. Renzi la mette da tre, prima che Baldassarre si veda sanzionare un fallo tecnico. In un clima di totale bagarre, Trapani recupera palla e Renzi premia i compagni con un gioco da tre punti. Legion torna a segnare, dalla linea dalla carità, e realizza l’aggancio (42-42 al 28’). La contesa adesso è in equilibrio: si arriva all’ultima pausa con i granata di nuovo avanti, grazie a un canestro allo scadere di Renzi.[su_spacer]

Nello stesso modo inizia l’ultimo periodo, ossia con un canestro di Renzi. Stavolta, però, lo sforzo del lungo di coach Lardo è seguito da due triple di Ferrero che mandano in paradiso il PalAuriga (56-49 al 33’). Trapani continua a giocarsela con Meini e Bossi contemporaneamente in campo e proprio capitan Ferrero da lungo atipico. Ciani è costretto a chiamare time-out e Saccaggi risponde prontamente, riporta a contatto i suoi con 5 punti consecutivi (56-54 al 34’). Si smette di segnare per quasi due minuti, finché Ferrero recupera un pallone e subisce fallo antisportivo. Trapani è brava a sfruttare questa possibilità al meglio, con i due liberi di Ferrero e altri due di Meini, conquistati nell’azione successiva (60-54 al 36’). E’ il momento del massimo sforzo per Agrigento, che con tutta la propria energia prova a tornare a contatto. Grazie ai tiri liberi Ferrero e compagni restano su, nonostante gli sforzi di tutto il quintetto ospite (64-59 al 37’). Renzi pesca il quinto fallo di Udom e torna in lunetta, ma sbaglia entrambe le conclusioni a sua disposizione.  Dall’altra parte Evangelisti fa saltare Meini con una finta, assorbe in contatto, manda la palla per aria e realizza addirittura un gioco da 4 punti. Poco dopo, altri due liberi di Evangelisti riportano Agrigento in testa (64-65 a poco meno di due minuti dal termine). I granata gestiscono male gli ultimi attacchi e Dudzinski riesce a punire duramente da tre, lasciando intendere un tentativo di allungo decisivo. La risposta, però, arriva ed è di Bray, che realizza un gioco da 3 punti di fondamentale importanza, che rianima il pubblico del PalAuriga (67-68 a 47’’ dalla fine del match). Evangelisti subisce fallo e mette i due liberi conquistati, ma Baldassarre impatta la contesa da 3, a 19 secondi dalla sirena (a quota 70). Ciani chiama time-out e organizza l’ultimo possesso per i suoi. Trapani resiste, Saccaggi sbaglia il tiro della vittoria ed è supplementare al PalAuriga.[su_spacer]

I cinque minuti successivi, però, sono un monologo agrigentino, che i biancoazzurri iniziano con un break di 0-6 in 90 secondi. Renzi tiene in linea di galleggiamento i suoi, ma Saccaggi ricaccia indietro Trapani senza clemenza (72-78 al 43’). Lo stesso pivot granata e Bray conquistano 4 liberi in rapida successione ed è di nuovo -2. A questo punto Lardo ordina la zona per la difesa decisiva, punita, però, dalla bomba letale di Williams sullo scadere dei 24. Legion accorcia ancora da due e Agrigento sbaglia dall’altra parte. Stranamente la panchina ospite non ordina il fallo ai giocatori in campo e Legion ha il tiro da tre del pareggio, che gira drammaticamente sul ferro ed esce. Scorrono i titoli di coda con i seguenti liberi di Evangelisti. Ennesima delusione in volata per i granata, che adesso riposeranno per una turno di campionato. Prossimo appuntamento tra due settimane, sempre al PalAuriga e sempre per un derby, stavolta contro Barcellona.

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