I comuni trapanesi al vertice Anci si schierano contro l’Eas

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Ieri mattina a Palermo, presso la sede di Villa Niscemi dell’Anci Sicilia, si è svolto un confronto fra i Sindaci dell’agro-ericino ed il Presidente dell’Anci Sicilia, Leoluca Orlando, coadiuvato dal Segretario generale dell’Associazione dei Comuni, Mario Alvano, per definire le iniziative da intraprendersi rispetto alla gestione EAS.[su_spacer]

L’EAS (Ente Acquedotti Siciliani), Ente di proprietà regionale ed in liquidazione dal 2002, ad oggi risulta essere il gestore delle reti idriche cittadine dei Comuni di Buseto Palizzolo, Castellammare del Golfo, Custonaci, Erice, Favignana, Paceco, Salemi, San Vito Lo Capo e Valderice, ed altri comuni del Belice, nel trapanese. [su_spacer]

“Non solo l’EAS – denuncia il sindaco di Erice Giacomo Tranchida – non effettua la manutenzione ordinaria alla reti idriche cittadine, di fatto costringendo i Comuni e per svariati ormai milioni di euro a intervenire in via sostitutiva con grave danno finanziario per i bilanci comunali, financo invece trattiene impropriamente e per svariati milioni di euro al pari, il gettito dei canoni fognari e depurativi non riversandoli, come per legge, ai Comuni gestori dei costosi impianti. Tanto, aggravando in maniera insopportabile le finanze comunali, ancorché blindate dai vincoli del cd “patto di stabilità”. Ma v’è di più, di fronte a cotanta negligenza gestionale, causa dell’ammaloramento ormai cronico delle condutture comunali, peraltro al pari scaricando anche costi gestionali aggiuntivi in capo ai Comuni ormai sfiancati da tale malagestio, quali mezzi e carburanti per lo spostamento dei fontanieri EAS, financo il necessario cloro per mitigare eventuali condizioni d’inquinamento batteriologico, lo stesso EAS arriva all’assurdo di contestare milioni di eccedenze per gli anni 2008/2009 ai cittadini utenti, in larga parte infondate, non solo perché maturate (?) in stagioni notoriamente minate dallo scarso approvvigionamento idrico, ed a concausa del malfunzionamento al pari dei contatori di vecchia generazione e privi di sfiati, e comunque oltre il termine prescrittivo dei canonici 5 anni. Se poi aggiungiamo i danni (concausa dell’azione corrosiva delle condutture cittadine) – continua Tranchida – dalla cattiva acqua del dissalatore regionale di Nubia (come nel caso dell’acclarata consulenza del CTU del Tribunale di Trapani emessa in favore dei danni arrecati alla conduttura cittadina del Comune di Erice) il quadro diventa allarmante. Reti idriche colabrodo  che perdono nel sottosuolo circa il 60/70% del prezioso liquido che, seppur abbondante con la recente attivazione del Montescuro, ancor più vengono minate nella loro labile strutturazione fisica dalla nuova ed ingente pressione idrica. Ne conseguono, pertanto, danni gravosi anche alla viabilità stradale e concausa di incidenti stradali per non parlare di possibili inquinamenti sotto il profilo igienico-sanitario. A danni si sommano danni …a fiumi!!! Insomma, non troppo profittando del clima “carnevalesco” si potrebbe dire che l’EAS fa acqua da tutte le parti. Purtroppo a non sorridere sono i Comuni e le comunità amministrate. Il Governo della Regione, fin dai tempi del pregresso Assessore regionale Marino oltre che lo stesso Presidente Crocetta ben sanno di tanto …E che fanno? Financo il 5 febbraio l’ultimo grido di allarme formalmente avanzato dai Sindaci all’indirizzo dello stesso Presidente della Regione. Il silenzio, ad oggi, la risposta …”[su_spacer]    

“Il Presidente dell’Anci Leoluca Orlando si è reso immediatamente consapevole della gravità di tale contesto – prosegue il Sindaco di Erice, Giacomo Tranchida -, peraltro non sottovalutando che a fronte della prossima stagione turistica tale contesto emergenziale può comportare gravi ripercussioni alla già precaria organizzazione turistico-ricettiva. Insieme ai Colleghi, come Erice titolari financo ed a proprie spese di progetti per il rifacimento delle reti comunali, oggi presenti al vertice – conclude Tranchida – auspichiamo che Orlando riesca, sia in sede regionale ma anche sensibilizzando il governo nazionale, ad abbattere tale muro d’inefficienza ed incapacità che in Sicilia e dalle nostre parti, di certo non rende onore alla prima azione politica di un qualsivoglia buon governo di periferia: l’acqua nelle case dei cittadini e non per le strade …diversamente dall’acqua Crocetta…” 

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