Scissione Misiliscemi, l’Associazione “A Misura d’Uomo” propone soluzione alternativa

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L’associazione “A Misura d’Uomo” ha presentato ufficialmente, al Comune di Trapani, le proprie “osservazioni” avverso il progetto di scissione dal territorio comunale delle frazioni a sud del Capoluogo presentato, lo scorso dicembre, dall’associazione “Misiliscemi”. Nel documento si “mette in guardia” l’Amministrazione per il fatto che «il distacco delle Frazioni Sud comporterebbe consistenti perdite per il Comune di Trapani». Infatti, rileva l’Associazione, «Verrebbe meno una enorme fetta delle Entrate di Bilancio. Tale perdita colpirebbe al cuore le già disastrate fonti di approvvigionamento finanziario del Comune di Trapani che sarebbe ben presto costretto a tagliare indiscriminatamente i servizi nelle Frazioni residue, nei Quartieri e nello stesso centro Storico».[su_spacer]

Natale Salvo e Peppe Marascia, dell’associazione “A Misura d’Uomo”, che ha voluto mettere per iscritto il proprio NO alla secessione delle frazioni sud, riconoscendo lo stato di abbandono cui versano, propongono, come possibile soluzione, «lo Strumento di Partecipazione democratica alla vita amministrativa del Comune, denominato “Consiglio di Circoscrizione”».[su_spacer]

Si tratta di uno Strumento «previsto nello Statuto Comunale di Trapani, agli articoli da 58 a 62», cui, certo, in passato, «le Amministrazioni Comunali ed i Consigli Comunali non hanno mai dato attuazione». «La richiesta dell’associazione “Misiliscemi”, e dei quasi tremila cittadini che l’hanno sottoscritta, può – sostengono, in conclusione, i soci di “A Misura d’Uomo – rappresentare il giusto stimolo per l’attuazione dello Statuto».[su_spacer]

Riportiamo integralmente le osservazioni dell’Associazione:[su_spacer]

I sottoscritti cittadini residenti e domiciliati nel territorio del Comune di Trapani, singolarmente e sotto forma associata,

PREMESSO

– che in data 24 dicembre 2014, l’associazione “Misiliscemi” ha presentato, al protocollo generale del Comune di Trapani, richiesta di indizione consultazione referendaria corredata della sottoscrizione di quasi tremila cittadini,
volta alla scissione di una parte del territorio comunale, quello oggi risultante dalle frazioni sud del Comune, e finalizzato alla realizzazione di un nuovo Comune, “Misiliscemi”; 
– che la Legge Regionale Siciliana n. 30 del 23 dicembre 2000 (“Norme sull’ordinamento degli enti locali”) prevede, all’art. 10, secondo comma (“Procedimento istruttorio”), che «ciascun cittadino può presentare
osservazioni»;
– che la proposta dell’associazione “Misiliscemi” muove, in maniera evidente, dalla protesta dei residenti che vedono il proprio territorio da sempre abbandonato al disinteresse da parte delle Amministrazioni comunali , di “Sinistra” e di “Destra” che si sono succedute, negli ultimi 40 anni, alla guida del Comune;
-che la protesta appare manifestamente legittima se si considera: il disordine urbanistico del territorio (dovuto ad una lunga assenza del PRG e alla conseguente proliferazione di immobili abusivi); la mancata soluzione al problema del forte rischio idrogeologico (che tante vittime e profondi danni ha mietuto); l’assenza e/o lo stato di degrado dei servizi pubblici (a cominciare da Centri Civici e Delegazioni Municipali insufficienti data la presenza di villaggi sparsi e lontani dal centro Città, per non parlare del sistema fognario); i mancati investimenti a sostegno dell’economia agricola e turistica delle frazioni , incluso l’abbandono in cui versa la spiaggia di Marausa Lido; l’assenza di investimenti per la tutela della cultura e delle tradizioni dei luoghi;
-che dall’area delle Frazioni Sud, quella per cui è chiesta la scissione territoriale, il Comune di Trapani ricava ampie fette delle proprie entrate di bilancio (con particolare, ma non unico, riferimento alle TARI, TASI, IMU), valutate nell’ordine dei 10;
-13 milioni di euro, senza che, in maniera proporzionale, il Comune stesso, reinvesta tale somma sul territorio, in termini di servizi e sviluppo;
considerato quanto sopra premesso i sottoscritti cittadini, sì come rappresentati dall’Associazione “A Misura d’Uomo”, esternano, ai sensi della citata L.R. 30/00, le seguenti OSSERVAZIONI
[1] Il distacco delle Frazioni Sud comporterebbe consistenti perdite per il Comune di Trapani. Verrebbe meno una enorme fetta delle Entrate di Bilancio, specie inerenti l’imposta IMU (sembra circa il 43% dell’introito complessivo di tale risorsa), in quanto nell’area, specie nelle Frazioni di Rilievo e Marausa, insistono migliaia di immobili, cosiddette “seconde case”. Di tale perdita si avvantaggerebbe il costituendo Comune di Misiliscemi a tutto danno del Comune di Trapani che dovrebbe continuare a garantire i servizi
alla residua popolazione residenziale, nonché farsi carico degli ampi organici
di personale, tanto comunali che delle diverse Società Partecipate (Trapani
Servizi, ATM, Luglio Musicale, Biblioteca Fardelliana).
Tale perdita, inoltre, colpirebbe al cuore le già disastrate fonti di approvvigionamento finanziario del Comune di Trapani che sarebbe ben presto costretto a tagliare indiscriminatamente i servizi nelle Frazioni residue, nei Quartieri e nello stesso centro Storico;
Una grave perdita di immagine per l’intera Città di Trapani deriverebbe, inoltre,
dalla detronizzazione dalla titolarità dell’aeroporto “Florio”, che, come è noto, insiste nell’estremo lembo dell’attuale territorio comunale, proprio sul confine col Comune di Marsala.
A questo danno d’immagine si assocerebbe quello economico collegato alla perdita delle entrate per “Diritti di Sbarco” che produce l’Aeroporto “Florio” e che spettano al territorio comunale ove ha sede la Struttura.
[2] Il sacrosanto diritto all’autonomia ed alla autodeterminazione allo scopo di migliorare la cura del territorio, dell’economia, della cultura dei cittadini residenti nelle Frazioni Sud, può essere perseguito con strumenti giuridico–istituzionali diversi dal separatismo egoistico sia pur legittimo .
E’, infatti, previsto nello Statuto Comunale di Trapani, agli articoli da 58 a 62, lo Strumento di Partecipazione democratica alla vita amministrativa del Comune, denominato “Consiglio di Circoscrizione”.
In particolare, il comma 2 dell’art. 58 dello Statuto prevede che i “Consigli di Circoscrizione” di Trapani possono essere in numero «comunque non superiore a due»; e uno di questi ben potrebbe, per storia, per cultura e per disomogeneità territoriale rispetto al centro storico, essere riconosciuto al territorio “di Misiliscemi”. Invero, le Amministrazioni Comunali ed i Consigli Comunali non hanno mai dato attuazione a questo strumento che è rimasto, in sostanza, solo cartaceo. 
La richiesta dell’associazione “Misiliscemi”, e dei quasi tremila cittadini che l’hanno sottoscritta, può rappresentare il giusto stimolo per l’attuazione dello Statuto.
Per dare attuazione al “Consiglio di Circoscrizione”, infatti, manca solo la stesura, da parte dell’Amministrazione, e l’approvazione, da parte del Consiglio comunale, di un “Regolamento sul decentramento amministrativo circoscrizionale” che definisca l’ambito territoriale delle due “Circoscrizioni”, contenga le indicazioni previste dall’art. 60 dello Statuto, individui la sede del “Centro Civico” di cui all’art. 61 dello Statuto , e, soprattutto, definisca le “funzioni ” del “Consiglio”. “Funzioni” che, per dare una risposta seria e credibile ai firmatari del la richiesta di Referendum, non potranno essere meramente formali e consultive, ma che dovranno riconoscere una vera autonomia e un vero decentramento al territorio interessato, con l’assegnazione di una “fetta” del budget di bilancio comunale, da gestire per le esigenze del territorio e dei suoi residenti.
In tempi di magra e di disaffezione alla politica, quali sono quelli che oggi viviamo, giova ricordare che il “Consiglio di Circoscrizione” non rappresenterebbe un “costo” per l’amministrazione e/o i cittadini, poiché i suoi componenti non hanno diritto, per statuto, ad alcun “gettone di presenza”, indennità o rimborso di sorta, e ciò esalterebbe la qualità della partecipazione civica che sarebbe inevitabilmente ispirata alla sola realizzazione dell’interesse comune;[su_spacer]
E CHIEDONO di essere invitati a partecipare, nell’iter di Commissione e di Consiglio del procedimento, per illustrare ancora più in dettaglio le sopra accennate “osservazioni”.[su_spacer]
Natale Salvo
Giuseppe Marascia
Francesco Faliero
Attilio Bonavires
Carmelo D’Ercole
Carlo Piccininno
Enrico Culcasi
Mariapia Culcasi
Leonardo Todaro
Dario Di Genova
Michele Giacalone
Michele Pappalardo
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